Numero 26/2019

27 Giugno 2019

Piccolo Decalogo dell’homebrewer!

Piccolo Decalogo dell’homebrewer!

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La birra è molto generosa con gli homebrewers casalinghi, nel senso che perdona molti degli errori che inevitabilmente si commettono nella preparazione di una cotta. Ma ci sono alcune situazioni che possono dare luogo a situazioni difficili (e in alcuni casi pregiudicare il risultato finale)  che ho pensato di condensare in una  sorta di “decalogo” delle cose da non fare, tra il serio e il faceto.

 

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  1. Ricordarsi di chiudere il rubinetto! Quando si fa la sanitizzazione di tutto il materiale, il rubinetto del fermentatore dev’essere lasciato aperto per permettere il passaggio della soluzione sanitizzante, ma dimenticarsi di chiuderlo può essere veramente deleterio nel momento in cui versate il mosto caldo nel fermentatore (e non ve ne accorgete subito!).
  2. Quando si prepara una birra a bassa fermentazione, accertarsi di aver applicato il termometro per le basse temperature sul fermentatore, pena il non sapere mai a che temperatura sta avvenendo la fermentazione.
  3. Misurare la OG della cotta prima di aver aggiunto il lievito. Se aggiungete prima il lievito e poi misurate la OG, il mosto inoculato passerà dal rubinetto e quel poco rimasto al suo interno fermenterà come tutto il resto, con risultati disastrosi (provare per credere, è successo a me)
  4. Ricordarsi di sanitizzare anche i tappi oltre che le  bottiglie, prima dell’imbottigliamento. Hanno la stessa importanza di tutto il resto. Buttare via una birra per un tappo non lavato può essere veramente un peccato.
  5. Sempre a proposito di tappi, ricordatevi che in commercio ne esistono di due misure diverse. Non vorrete mica ritrovarvi con i tappi sbagliati al momento di imbottigliare ?
  6. Un’altra cosa che si dimentica spesso di sanitizzare al momento del priming e dell’imbottigliamento (o almeno a me capita spesso) è la paletta per mescolare. Non è fondamentale, può essere sostituita da qualche stoviglia pulita che avete in casa, ma ricordarsene non fa mai male.
  7. Ricordarsi di munirsi di un coperchio di ricambio per il fermentatore. Soprattutto con l’uso ripetuto tende a rompersi, per cui vi potreste trovare all’ultimo momenti con un coperchio che non garantisce più una chiusura ermetica. Peccato veniale, perché la fermentazione avviene lo stesso, ma volete mettere il piacere di veder gorgogliare il gorgogliatore ?
  8. Non preparate una cotta se non siete sicuri di poter garantire una giusta temperatura alla fermentazione. Nel mio caso, io uso la cantina per far fermentare le mie cotte, e consiglio di utilizzare un termometro che segna sia la minima che massima temperature raggiunte, in modo da poter preparare il mosto al momento giusto. È controproducente preparare ad esempio una birra ad alta fermentazione ai primi di marzo, quando le temperature massime raggiungono a malapena i 15°C (almeno al nord). Aspettate qualche giorno e valutate il termometro.
  9. Come ho spiegato in un altro articolo sul raffreddamento del mosto, io uso bottiglie di acqua ghiacciata per raffreddare velocemente. Se usate questo metodo, ricordatevi di mettere le bottiglie necessarie (melius abundare quam deficere!) in freezer almeno due giorni prima, per non trovarvi al momento del raffreddamento privi di acqua ghiacciata.
  10. Come ultimo consiglio dò quello di conservare tutto il materiale chiuso bene in sacchetti di plastica, soprattutto se viene tenuto in cantina. A me è successo (incredibile ma vero) di trovare una bella lumaca di quelle senza il guscio comodamente alloggiata dentro il rubinetto, che avevo lasciato incautamente dentro il fermentatore senza protezione. Le lumache, si sa, sono fortemente attirate dalla birra ed a  questo mollusco, passato da una finestrina che comunica con l’esterno, non deve essere parso vero di trovare un bel posticino in cui sistemarsi!

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Info autore

Enrico Garda

Sono nato a Torino nel 1961 (ormai viaggio per i 60!), ma mi considero lombardo di adozione, perché abito in provincia di Lecco da ben 45 anni, dove mi sono sposato con Patrizia e ho avuto 3 figli (ho già anche 2 nipotine). Sono stati proprio i miei figli, conoscendo la mia passione per la birra, che un Natale di due anni fa mi hanno regalato un kit per fare la birra in casa. La scintilla devo dire che non è scoccata subito. Il kit è rimasto in cantina per qualche mese. In questo tempo ho meditato, mi sono informato, ho letto e poi…mi sono lanciato nel vuoto. E dico proprio nel vuoto perché “Nessuna esperienza precedente può averti preparato per assistere alla carneficina a cui assisterai fra poco”, come dice Dan Aykroyd a Eddie Murphy in Una poltrona per due. Naturalmente esagero, però i problemi che si devono affrontare durante la preparazione della nostra bevanda preferita sono tanti e a volte difficili da risolvere. Ho pensato allora di mettere a disposizione la mia piccola esperienza (ho fatto fino ad ora una decina di birre diverse, provando tecniche e stili vari) di homebrewer molto casalingo a chi vuole entrare in questo mondo veramente affascinante. Ho una predilezione per le birre tedesche, che sono, come loro, intendo i tedeschi, asciutte e di poche parole. Pochi fronzoli, niente gusti strani, il malto ed il luppolo che dominano su tutto. Ma mi piace anche sperimentare. Se qualcuno vorrà poi condividere con me le sue esperienze ben venga. Ho poco da insegnare e tanto da imparare.