Numero 01/2020

3 Gennaio 2020

In Islanda c’è una Spa dedicata alla birra

In Islanda c’è una Spa dedicata alla birra

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L’Islanda non smette mai di stupire. Non solo attrae sempre più turisti per i suoi vulcani, per le cascate, i ghiacciai, i geyser. Ora è anche la meta ideale per gli amanti della birra.

Non sono in molti a sapere, infatti, che sull’isola sono disseminate tantissime micro distillerie che producono birra artigianale. Tra le più note c’è la Kaldi Brewery che nel 2017 ha aperto anche un’originalissima Spa. Sempre a base di birra naturalmente.

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La Spa Bjórböðin si trova ad Árskógssandur, nel Nord dell’Islanda, lungo la costa del celebre fiordo di Eyjafjörður e dove partono i traghetti verso la deliziosa isola di Hrísey. Qui ci si può immergere fino al collo dentro a botti colme di tiepida birra. Pare che il lievito e il luppolo facciano molto bene alla pelle e, più in generale, al corpo.

Ogni botte è dotata di una spina da cui spillare birra a volontà. È consigliata un’immersione di non più di mezz’ora, a cui segue un’altra mezzz’ora in una sala relax.

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La Spa è accessibile a tutti (i ragazzi di età inferiore ai 16 anni devono essere accompagnati), ma solo a chi ha compiuto 20 anni può bere la birra. I proprietari precisano che quella contenuta nelle botti non è buona da bere. E, aggiungiamo noi, forse non è neppure igienico farlo.

Alla proprietaria del birrificio, Agnes Anna Sigurðadóttir, l’idea è venuta dopo aver fatto un viaggio nella Repubblica Ceca dove le Spa alla birra esistono già. Ne esistono anche in Germania e in Slovacchia, dove la ‘bionda’ è di casa.

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Info autore

Marco Marcigot

Leva 1993, crescendo ad Udine ho respirato Mitteleuropa: Austria a nord e Slovenia ad est.
In una terra di vino che scuola potevo fare? La scelta era facile: scuola enologica di Cividale del Friuli. Il sessennio fu molto interessante, con tirocini, studi, visite e parecchi approfondimenti sul campo.
A un certo punto scopro per caso le birre artigianali, in un pub cittadino: da lì con qualche amico facevamo delle vere e proprie degustazioni, cercando di assaggiare ogni volta stili differenti.
Qualche mese dopo mi regalarono un kit per la produzione casalinga e da lì inizio una vera e propria ricerca e approfondimenti dell’ambito. Ciò che mi attirava di più della birra erano le migliaia sfumature di colori, aromi, stili e storie che si celano dietro questo mondo.
Anni universitari: la scelta ricadde su Scienze e tecnologie alimentari a Udine dove all’interno della facoltà c’è il corso di Tecnologie della Birra. L’ultimo anno il tirocinio l’ho fatto in un birrificio agricolo, il primo in regione, che coltiva sia orzo che luppolo; la tesi è sulla produzione e promozione della birra artigianale friulana.
Nel 2017 un’esperienza molto interessante e formativa di 7 mesi nel Birrificio Antoniano a Padova.
In tutti questi anni, dal 2012, mi diletto come homebrewer partendo dal kit, passando all’E+G e arrivando all grain: da qualche mese gestisco anche una pagina Facebook per far conoscere ai miei amici cos’è per me la produzione brassicola casalinga e raccontando loro le mie avventure. Infine sono socio dell’associazione homebrewers Friuli Venezia Giulia.
Sono innamorato delle basse fermentazioni tedesche e delle alte fermentazioni inglesi.
Bitter e Marzen, una coppia strana, ma che mi fa impazzire.