Numero 49/2019

3 Dicembre 2019

Il microbirrificio “Dona Carcas”, Francia: dove la birra unisce le sinergie del territorio

Il microbirrificio “Dona Carcas”, Francia: dove la birra unisce le sinergie del territorio

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La nostra protagonista di oggi è Marie Agnès Laleman proprietaria e mastro birraio di “Dona Carcas”, un microbirrificio con vendita diretta di birra e prodotti locali a Peyriac-Minervois, sud della Francia.  Anche in Francia il fenomeno della birra artigianale conquista sempre di più. Attualmente sul territorio francese possiamo contare circa 3000 microbirrifici. Rallegra anche il fatto che sempre più donne si occupino di birra.

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Marie Agnès con un passato da enologo, da sempre amante della sua terra, decide di tornare alle origini e si dedica alle sue passioni: apicoltura e biodinamica. Pian piano anche il mondo delle fermentazioni la conquista e così decide di dedicarsi alla birra. Il suo è un approccio complesso, nel rispetto della terra e dei suoi prodotti: produce il miele che impiega nelle sue birre e mette in contatto altri piccoli produttori locali per diversificare la sua gamma di prodotti nel suo punto vendita. Le sue birre rispecchiano la sua personalità e filosofia di produzione: piccole quantità fatte in modo artigianale, possibilmente con materie prime del territorio.

Ringraziamo Marie Agnès, e vi invitiamo a leggere la sua storia:

 

Marie Agnès, ci può raccontare la sua storia? Da dove viene la sua passione per la birra?

Ho studiato enologia e marketing del vino in Europa del vino. Dopo aver lavorato per oltre 20 anni nel mondo del vino (gestivo una cantina cooperativa e mi occupavo di commercio internazionale di vino), desideravo un’attività che mi permettesse di praticare la mia passione per l’apicoltura. In effetti, ho una ventina di alveari che gestisco secondo i parametri della biodinamica. In casa, usavo il miele per fare una birra dolce. Da tutte queste esperienze di “fermentazioni” e di agricoltura biologica, ho deciso di imparare a fare la birra e per questo ho seguito corsi all’Institut de la Brasserie et de la Malterie française che si trova a Nancy.

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Com’è nato il progetto “Dona Carcas”? Qual è il contesto di oggi?

Il mio progetto, era quello di creare un microbirrificio per sviluppare un marchio e dei piccoli volumi in modo artigianale. Come simbolo ho scelto una donna emblematica della regione: la signora di Carcassonne che secondo la leggenda ha salvato la città assediata da Carlo Magno. In occitano “la signora” si dice “Dona” come in italiano a proposito.

Mi ha detto che il suo impianto di produzione è piccolo: può descriverlo?

Il sistema di purificazione, riscaldamento, filtraggio e raffreddamento è integrato in un unico serbatoio della macchina. Ogni fase di riscaldamento può essere impostata in base a ciascuna ricetta.

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Il volume che si produce non può essere superiore a 250 litri … ecco perché è una piccola installazione.

Il mosto viene raffreddato da uno scambiatore di calore a piastre e inviato alla fermentazione primaria in un serbatoio di acciaio inossidabile: ho 4 serbatoi da 500 litri. L’imbottigliamento è eseguito a mano, proprio come l’etichettatura e l’imballaggio.

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Che tipi di birra producete? Quali sono gli stili?

Sono birre di alta fermentazione: bionda, scura, ambrata con miele e una birra che faccio invecchiare. Le mie ricette più vendute sono quelle con l’orzo biologico.

Crede davvero nei prodotti locali? Una buona birra può essere prodotta con materie prime del territorio francese?

Ho creato contemporaneamente al birrificio un negozio accogliente che mette in risalto i prodotti regionali e locali. Preferisco i produttori che hanno un approccio bio come me.

Quindi sì, penso che le birre debbano essere preparate con materie prime nelle vicinanze, ma non abbiamo ancora alcun malto nell’Aude.

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Come è stato accolto il suo progetto?

Il negozio è un luogo considerato da alcuni come “grotta di Alibaba”: quando entri, sei affascinato dalla miscela di odori di miele e birra. E’ un luogo di scambio lontano dal concetto di supermercato: si può degustare e parlare di abbinamenti cibo e birra, o persino far scoprire i mille profumi di miele del sud della Francia. Si può fare un regalo per gli amici o per per se stessi, portando via dei prodotti tipici del sud. Per quanto riguarda la birra, ho raccolto le ricette dei miei colleghi artigiani nella regione.

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I suoi progetti futuri?

Avere un’etichetta bio e sviluppare altre ricette perché sono passata dal vino alla birra: è il fatto delle ricette che mi ha sedotto.


Per maggior informazioni: www.donacarcas.fr

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Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.