Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
15 ottobre 2014

I santi della birra: un viaggio tra leggenda e religione!

I santi della birra: un viaggio tra leggenda e religione!

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Come tutte le arti, anche quella della birrificazione ha un un suo santo patrono, anche se a dire il vero nel corso della storia numerosi santi sono stati riconosciuti come patroni dei birrai in varie parti d’Europa.

Possiamo cominciare con il più noto a tutti: sant’Arnolfo. Esistono due storie su questo santo, una parla della sua provenienza da Metz, l’altra da Soissons.
Le origini di sant’Arnolfo di Metz (582 – 641) sono tuttora incerte, secondo alcuni egli era discendente di una famiglia di nobili origini, secondo altri era figlio del vescovo di Metz, Arnoaldo di Metz, mentre altri suggeriscono, grazie alle teorie dell’esperto di genealogie Christian Settipani, che fosse figlio di un nobile franco di Austrasia, Bodogiselo. Nel 612 divenne vescovo di Metz, nonostante avesse famiglia e non fosse nemmeno sacerdote, rimase coinvolto nelle battaglie tra i regni vicini fino al 627, anno in cui si ritirò nell’eremo colombaniano di Remiremont. Nel 641 morì e le sue spoglie vennero traslate a Metz.

 

Sant’Arnolfo di Metz.

Viene considerato patrono dei birrai a causa della leggenda che narra di un miracolo a lui ricondotto: suo nipote, Goerico, fece traslare le sue spoglie da Remiremont a Metz con una processione di più di 5000 persone durante la giornata del 18 Luglio. E’ facile immaginare come il caldo e la fatica portarono tutti ad avere una gran sete! Allora il corteo si fermò in un piccolo paese, Champignuelles, dove c’era solo un’osteria che tutto quello che aveva era un unico boccale di birra. La leggenda racconta che tutti riuscirono a bere dal boccale perché non era mai vuoto: ecco perché il santo è considerato patrono dei birrai.

 

Sant’Arnolfo di Soissons.

Un’altra tradizione racconta di sant’Arnolfo di Soissons (Tiegem, 1040 – Oudenburg, 1087), figlio di Fulbertus, che da soldato divenne monaco benedettino dell’Abbazia di San Medardo. Nel 1081 divenne vescovo di Soissons, nonostante egli stesso rifiutò più volte, ma dopo pochi anni la carica gli venne usurpata. Il santo a quel punto si ritirò dalla vita pubblica e fondò l’Abbazia di San Pietro in Oudenburg, dove si ritirò. Fu proprio da qui che cominciò a produrre birra e a distribuirla presso gli abitanti del paese, in quanto fu il primo a notare gli effetti benefici della bevanda. Inoltre, siccome la birra veniva precedentemente bollita, era libera da virus e infezioni, in pratica era più sana dell’acqua dell’epoca. Morì nel 1087 nella stessa abbazia. L’iconografia lo rappresenta di solito in abiti vescovili con una pala per mescolare la birra (mash rake).

 

San Colombano.

Vediamo ora uno dei primi santi riconosciuto patrono dei birrai: san Colombano, fondatore del monastero di Bobbio nel 612. Una leggenda narra che un giorno egli incontrò un gruppo di pagani che stava per sacrificare un tino di cervogia, bevanda antenata della birra fermentata con orzo o avena, al dio Wotan. Prima che ciò accadesse, gridò loro di fermarsi e fu proprio a quel punto che il tino esplose in mille pezzi. Ai pagani atterriti disse di non sprecare la birra per il diavolo ma di berla nel nome del Signore.
Anche san Gallo, suo discepolo, viene riconosciuto da alcuni come protettore dei birrai.

Santa Brigida d’Irlanda.

 

Santa Brigida d’Irlanda, badessa di Kildare, viene riconosciuta come patrona dei birrai in terra irlandese e viene considerata, dopo San Patrizio, evangelizzatrice del suo Paese. A lei viene riconosciuto il miracolo della birra: durante la sacra rappresentazione delle nozze di Cana spillò da un solo barile una quantità di birra che bastò a 18 chiese per il periodo dal Giovedì Santo fino alla fine del periodo pasquale.

 

Sant’Amando di Maastricht.

Un altro santo considerato da molti patrono dei birrai, ma anche dei mercanti di vino, è Sant’Amando di Maastricht: eremita, missionario, vescovo e poi santo, passò molto tempo a predicare l’amore per la birra e insegnò l’arte di fare la birra e il vino in varie parti d’Europa.

Giuseppe Mautone
Info autore

Giuseppe Mautone

Sono Giuseppe, 26 anni, e attualmente vivo a Perugia.

Il mio viaggio nella birra è cominciato per puro caso: una sera con amici vado a trascorrere la serata in un pub a Perugia dove noto, oltre alle marche di birra famose e “commerciali”, anche nomi poco noti. Chiedo che birre sono e mi rispondono che sono birre prodotte da microbirrifici locali. Incuriosito, decido di provarne una e scopro una differenza abissale rispetto alle classiche marche. Da lì comincia la mia curiosità verso questo nuovo mondo, quello delle birre “artigianali”.

Tutt’oggi sono a contatto quotidiano con le birre artigianali scrivendo articoli, riguardanti la birra e chi la produce, sul mio portale Birra e Birrerie. E’ stata la perfetta occasione non solo per coniugare le mie due più grandi passioni, la birra e il web, ma anche di entrare a diretto contatto con esperti del settore, birrai e semplici appassionati del buon bere. Tra questi vi sono anche gli autori di Enciclopedia della Birra, con cui condivido passione, opinioni e l’entusiamo di scrivere di birra!

La mia avventura nella birra è cominciata da poco e scopro ogni giorno cose nuove sulla birra, che non avrei mai immaginato. Ed è per questo che voglio far scoprire a tutti la bontà e i benefici di una buona birra artigianale.

Un saluto a tutti e buona birra!

Visita anche il mio portale web dedicato alla birra:
www.birraebirrerie.it