Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 50/2018

12 Dicembre 2018

Imbottigliamento isobarico: la nuova frontiera tecnologica accessibile per i microbirrifici!

Imbottigliamento isobarico: la nuova frontiera  tecnologica accessibile per i microbirrifici!

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Quantità massicce e non sempre gradite di deposito sul fondo della bottiglia, residui di lievito che galleggiano vistosamente nel calice, sensazioni di corpuscoli mucillaginosi in bocca, opacità disomogenea alla vista: non sempre il concetto di “rifermentata in bottiglia” è sinonimo inconfutabile di qualità assoluta per il consumatore di birra artigianale. Nella realtà, spesso, per i microbirrifici l’opzione di imbottigliare la birra “già frizzante” e senza la necessità di ulteriori trasformazioni microbiologiche in bottiglia non è una scelta, ma una necessità: le tecnologie di imbottigliamento cosiddette isobariche sono, infatti, in genere molto costose e gli impianti possono arrivare a costare centinaia di migliaia di euro. Ma l’ingegno italiano, nel corso dell’ultimo decennio, in concomitanza con la crescita del settore della birra artigianale, si è spinto a studiare ed ideare innovative soluzioni per portare “in piccolo” attrezzature che fino a poco tempo fa erano accessibili solo per le imprese più strutturate e contribuire, così, a diversificare ulteriormente ed avvicinare maggiormente la birra alle esigente del moderno consumatore e dei mercati non solo nazionali.

 

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Ma cosa significa per un birrificio artigianale avere una “Imbottigliatrice isobarica”? Quali vantaggi e criticità può portare?
Per rispondere in modo tecnico ed esaustivo, in esclusiva per Giornale della Birra, abbiamo incontrato Luca Rizzolio, un vero e proprio artigiano delle macchine imbottigliatrici che, nella sua officina di San Marzano Oliveto, produce specificatamente attrezzature per l’imbottigliamento dedicate ai microbirrifici ed altre realtà artigianali del beverage, isobariche e no.

 

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Luca, a prima vista la tua officina assomiglia molto ad un birrificio artigianale: locali puliti ed ordinati, raccolti, in cui le fasi di lavorazione avvengono prevalentemente a mano e sotto l’attenzione vigile e costante degli operatori. Quando ti sei specializzato nella produzione di macchine imbottigliatrici? E come è avvenuto il tuo approccio con il settore della birra?
Verissimo! La nostra è una piccola azienda italiana, dalle caratteristiche assolutamente artigianali, nata nel 2004, ma con alle spalle una pluriennale esperienza nel settore meccanico. La nostra attività è iniziata con revisioni di macchine enologiche per poi progettare e costruire nuove tecnologie per l’imbottigliamento semiautomatico. La nostra produzione si è focalizzata sulle macchine dedicate alle piccole realtà artigianali, quindi, sono progettate per un utilizzo semplice e immediato in sicurezza igienica. Inoltre, è indispensabile adottare soluzioni che a fianco della flessibilità d’uso e semplicità ed economicità di manutenzione, siano anche “abbordabili” dal nostro target di clienti. Per noi, inoltre, è importante costruire un rapporto di fiducia che crei un legame costante con l’utilizzatore, in modo di fornire assistenza puntuale e continui miglioramenti delle nostre tecnologie.

 

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Quali sono le macchine imbottigliatrici che realizzate?
Ad oggi produciamo numerose varianti di macchine semiautomatiche, per servire ogni tipo di esigenza di imbottigliamento. Siamo in grado di fornire attrezzature sia isobariche che non, idonee quindi per tutte le bevande gassate o non gassate. In particolare abbiamo esperienza su birra, sidro, acqua, vino ed anche bevande analcoliche. Ciò che caratterizza i nostri impianti è la massima flessibilità, infatti sono in grado di lavorare, con i dovuti adattamenti, su bottiglie di vetro, bottiglie di alluminio, bottiglie in PET con tutti i tipi di tappi a corona, tappi naturali, tappi a vite. In funzione delle specifiche richieste del settore birrario abbiamo anche sviluppato un sistema di confezionamento in lattina, adattabile sull’imbottigliatrice.

 

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Quali imbottigliatrici stanno avendo maggior diffusione nel settore birrario?
Oggi i microbirrifici artigianali puntano soprattutto all’imbottigliamento isobarico. Le prospettive date da questa tecnica sono molto valide: prodotto pronto al consumo appena imbottigliato con certezza di qualità e massimo controllo su ogni fase della trasformazione, omogeneità assoluta tra le confezioni, prodotto con deposito sul fondo limitato e più limpido. Inoltre, la diffusione delle lattine anche per piccoli lotti di confezionamento, valide soprattutto per le esigenze della logistica oltreché per la preferenza del consumatore moderno, stanno convincendo molti mastri birrai ad optare per tali attrezzature. Ovviamente, una imbottigliatrice isobarica può anche essere utilizzata per confezionare prodotto non gasato, da rifermentare in bottiglia. Le attrezzature semiautomatico che proponiamo, a fronte di investimenti di poche decine di migliaia di euro (a differenza di quelle automatiche che costano almeno , 100.000€) consentono produzioni orarie dell’ordine dei 400 – 600 bottiglie all’ora, quindi più che soddisfacenti le esigenze del birrificio medio. Non solo, oltre a queste macchine, la nostra azienda ha sviluppato attrezzature accessione che consento la massima duttilità nelle operazioni di tappatura e possiamo offrire anche supporto per l’etichettatura fino a bottiglia finita.

 

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Rizzolio®equipements srl ha conquistato l’Italia, ma anche l’estero: la tecnologia italiana è apprezzatissima oltre confine.
Assolutamente sì! Vantiamo clienti in tutto il mondo! Anche se il legame con il Piemonte ed i clienti italiani, ovvero la base su cui abbiamo costruito le nostre competenze, sono il nostro punto di riferimento per quanto riguarda soprattutto lo sviluppo delle nuove soluzioni per il futuro. Comunque il mercato globale crea grandi opportunità ed i risultati di crescita ci spingono spesso a partecipare a fiere anche in luoghi fisicamente lontani. Siamo tornati da pochi giorni dalla fiera BrauBeviale di Norimberga, dove abbiamo stretto molti nuovi contatti commerciali e firmato importanti accordi di fornitura. Stiamo guardando con interesse a nuovi mercati, come quello russo, inglese, americano e canadese che, almeno per la nostra realtà, stanno crescendo molto.

Maggiori informazioni sulle linee di imbottigliamento semiautomatico di Rizzolio®equipments srl sono disponibili al seguente link: www.rizzolio.net

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!