Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 09/2018

4 marzo 2018

Prima vota e poi beviti una Ceres gratis: le nuove frontiere del marketing

Prima vota e poi beviti una Ceres gratis: le nuove frontiere del marketing

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In una giornata così delicata come quella odierna, in cui gli italiani sono chiamati ad esprimere una scelta importante per il futuro del nostro Paese, le strategie di marketing di Ceres non esitano a cavalcare l’onda mediatica dell’evento. E così l’azienda annuncia di farsi paladina di una misura contro l’astensionismo, offrendo una birra gratis a tutti coloro che avranno compiuto il diritto – dovere di espressione del voto.

Come indicato da un recente comunicato stampa aziendale per esplicitare più in dettaglio la campagna pubblicitaria connessa, si tratta di “un’iniziativa di valore simbolico – attiva solo in alcuni bar convenzionati in tutta Italia – ma allo stesso tempo concreta, con cui Ceres si fa paladina di un messaggio molto importante: se deleghiamo agli altri la responsabilità del voto, poi non ci possiamo lamentare”.

 

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Ma come può un elettore, dopo aver votato “riscuotere” al propria ricompensa?

Semplicemente recandosi in un bar convenzionato, esibendo la propria scheda elettorale debitamente vidimata. Azione semplice a dirsi, ma meno a farsi considerando che il numero di esercenti aderenti all’iniziativa è piuttosto esiguo (consultabile sul sito web aziendale e sulla pagina Facebook ufficiale).

Quella di Ceres, in ogni caso, sarà probabilmente la prima promessa elettorale mantenuta in tempo reale. Come si può facilmente dedurre analizzando lo stile delle numerose campagne pubblicitarie di Ceres, l’azienda non è di certo nuova a iniziative di marketing di grande impatto come questa e, anche se non servirà da sola a ridurre il fenomeno dell’astensionismo, assume un significativo impatto sociale e si contraddistingue – anche se discutibile – per una particolare unicità.

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Stefano Occhi
Info autore

Stefano Occhi

Classe 1984, milanese di nascita, ora a Nottingham per inseguire un sogno…diventare birraio di professione.
Il motivo del trasferimento oltremanica è l’iscrizione ad un prestigioso master in “Brewing Science and Practice” della durata di un anno.
Per quattro anni project manager in una grande multinazionale agricola, ha mollato tutto e, dopo essersi sposato con Irene, è partito verso il Regno Unito.
Il viaggio verso Nottingham è durato qualche settimana. I due freschi sposi hanno infatti scelto di non prendere un comodo aereo ma, attraversando in bicicletta il cuore d’Europa, hanno visitato luoghi di grande fascino e millenaria cultura vinicola e birraia come l’Alsazia, il Belgio e l’Inghilterra.
Stefano, laureato in agraria e con esperienze in campo vinicolo, ama bere ma soprattutto produrre birra, affascinato dal mix di creatività e scienza.
A settembre, terminato il master, vorrebbe proseguire la sua esperienza nel Regno Unito o in altri paesi di grande cultura e fascino birraio ma, in presenza di una giusta occasione, non esiterebbe a tornare in Italia.
Stefano (Stef in UK), corrispondente di Giornale della Birra in terra inglese, racconterà di un paese di grande tradizione birraia, dove il movimento “craft” negli ultimi anni ha raggiunto numeri impressionanti, diventando il paese al mondo con più birrifici pro-capite (1 birrificio ogni 40 mila persone).