Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 16/2018

19 aprile 2018

Birra tra le righe: da Kerouac a Izzo, alcune citazioni celebri!

Birra tra le righe: da Kerouac a Izzo, alcune citazioni celebri!

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Chissà quante birre ho consumato nei diversi festival letterari della mia città e quante altre ne ho bevuto nei bar dove erano soliti andare (o sono soliti andare) i miei scrittori preferiti.

 

Sentire la voce di una donna leggere un libro, vederla sorridere e sorseggiare una birra mentre fa una piccola pausa. Sublime, esaltazione dei sensi.

 

Tralasciando le mie riflessioni personali, innumerevoli volte la birra viene citata nel mondo della letteratura. Partendo da Kerouac e la cricca beat:

 

“Così uscimmo per bere qualche birra perchè non potevamo parlare come volevamo di fronte a mia zia, che sedeva nel soggiorno leggendo il giornale. Essa diede a Dean una sola occhiata e decise che era una pazzo.” (Sulla strada, Jack Kerouac).

 

Proseguendo, sempre negli Stati Uniti, con il realismo sporco di Bukowski:

 

“che notte quella notte. Willie aveva dormito tra le sterpaglie appena fuori Bakersfield la notte precedente. c’era Dutch, con un amico. la birra la offrivo io. avevo preparato anche dei tramezzini. Dutch continuava a dissertare di letteratura, di poesia; cercavo di fargli cambiare argomento, ma puntualmente andava sempre a finire lì. Dutch gestisce una libreria vicino a Pasadena o a Glendale o da quelle parti…

 

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sono andato in cucina a prendere altri cipollotti e birra. Willie sembrava uscito dalle pagine di un libro – un libro che non era ancora stato scritto. era tutto capelli, testa e barba. jeans con le toppe, una settimana era a Frisco, due settimane dopo era ad Albuquerque.” (Compagno di sbronze, Charles Bukowski)

 

Rimanendo sempre negli Stati Uniti, ma con uno sguardo allo stile di vita bohémien, a Parigi e a Baudelaire. Non solo citazioni letterarie ma proprio letteratura applicata alla produzione brassicola.

Nel 2010, Jolly Pumpkin, birrificio di Dexter, lancia una serie di birre chiamete “Baudelaire”. Il fondatore del birrificio, Ron Jeffries, d’altronde vede la birra come “una forma d’arte che coinvolge i nostri sensi e agita la nostra immaginazione… alla ricerca della bellezza, ad ogni costo”. Una birra ispirata alla novella grafica scritta da Jeffries assieme ad Adam Forman, tatuatore e grafico che realizza le etichette di Jolly Pumpkin.

 

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Citando Goethe

 

“Conoscere i luoghi, vicini o lontani,

non vale la pena, non è che teoria;

saper dove meglio si spini la birra,

è pratica vera, è geografia!”

 

Il viaggio brassicolo-letterario può continuare, ci si può ritrovare a Marsiglia, con Izzo, il maestro del noir mediterraneo:

 

“Presi una birra, poi due, poi tre. Ero seduto all’ombra, sulla terrazza del bar La Samaritaine, al porto. Arrivava un po’ di aria di mare. Non esattamente aria fresca, ma bastava per non gocciolare di sudore a ogni sorso di birra. Stavo bene qui. Sulla terrazza più bella del Vieux-Port.” (Solea, Jean-Claude Izzo)

 

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Oppure in Scozia, Edimburgo, con Irvine Welsh, autore di Trainspotting. Immaginando di assistere, con lui, ad una partita degli Hibs e bevendo diverse pinte di birra, ovviamente.

Mmm, forse è meglio farsi trasportare in una spiaggia:

 

“- “Vedi guarda il mare come è strano questa sera,” dicevo.

 – “Strano?” Rispondeva lei.

Dovevo fermarmi qualche istante a riflettere. Sì, certo, il mare mi pareva strano, ma era poi così particolarmente strano da farsi notare? O forse non era la situazione – io e lei sulla rena della mia spiaggia a giocherellare con dei coraggiosi paguri in caccia delle briciole dei nostri mesé, le bottiglie di birra Stella affondate in un secchio di latta pieno di ghiaccio tritato, il suo seno che mi faceva l’occhietto dai tre bottoni slacciati di una nuova blusa militare, io che avrei fatto chissà che cosa, chissà che cosa – dunque non era forse la situazione al limite della sopportazione emotiva, a rendere strano anche quel poveraccio del mare? E come dire tutto questo a una storica di Palestina?”

(Il coraggio del Pettirosso, Maurizio Maggiani)

 

E io? Sono il personaggio di un romanzo o esisto realmente? Nel dubbio bevo un bicchiere di Ichnusa, un simbolo della Sardegna che va oltre la qualità delle birra stessa.

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Dario Mameli
Info autore

Dario Mameli

Nato a Cagliari e cresciuto a Monserrato, cittadina dell’hinterland dove attualmente risiede.
Appassionato di natura ed ecologismo, cardini attorno ai quali ha ruotato la sua formazione scolastica e universitaria.
Diplomato in Tecniche agronomiche.
Laureato in Scienze ambientali e naturali.
Specializzato in Gestione dell’ambiente e del territorio.
Iscritto all’ Albo Regionale delle Guide ambientali escursionistiche
Nel 2017 ottiene il diploma di specializzazione come Tecnico birraio (docente del corso: il birraio Marco Maietta) svolgendo il tirocinio formativo presso il Birrificio di Cagliari (tutor: il birraio Marco Secchi).
Nello stesso anno si dedica alla produzione birricola casalinga, primo passo che gli ha consentito di affacciarsi al mondo dell’ homebrewing.
Sì classifica terzo al “Concorso Homebrewers Alghero, Birralguer Sardinian Craft Beer Festival 2017”, categoria metodo kit, presentando una Premium Lager Mountmellick Irish Style con aggiunta di luppolo Saaz.
Non solo birra, da tanti anni vendemmiatore nell’azienda vinicola di famiglia.
L’ambiente dell’associazionismo è sempre rientrato nei suoi interessi principali. Ad oggi fa parte di diverse associazioni culturali, sportive ed ecologiste.
Da marzo 2018 è socio del centro culturale “Birrando si impara”.
Considera la birra la bevanda degli sportivi, immancabile dopo le partite di pallavolo e gli allenamenti di arrampicata sportiva.
Amante della natura e delle attività all’aperto, adora avventurarsi alla scoperta della Sardegna (e non solo) a bordo del suo vecchio camper.
La passione per la birra, la letteratura, i viaggi e la cucina lo hanno portato a scrivere per il “Giornale della birra”.