Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
11 luglio 2014

Birra alla pesca o all’albicocca: consigli per gli homebrewer

Birra alla pesca o all’albicocca: consigli per gli homebrewer

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Le birre aromatizzate alla frutta sono una tipica varietà dello stile Lambic, molto apprezzate come birre stagionali, tra cui sono molto diffuse le Abricot (aromatizzata all’albicocca) e le Peche (aromatizzata alla pesca).
Ad inizio estate, quando sono disponibili di stagione le pesche e le albicocche, è possibile produrre a casa delle ottime birre aromatizzate con questi frutti. E’ necessario però seguire alcune regole basilari, ovvero di non impiegare la frutta come ingrediente del mosto, in quanto le drupacee contengono alte quantità di pectine, che causano intorbidamenti della birra (e anche l’illimpidimento con l’uso di bentonite o altri coadiuvanti non è semplice da realizzare, soprattuto a livello di homebrewing).

Personalmente, ho sviluppato una tecnica molto più semplice e ugualmente efficace, che mi ha consentito di realizzare una birra aromatizzata alla frutta senza particolari difficoltà.

Per quanto riguarda la birra base, ho realizzato una normale ammostatura con estratto luppolato per una Blond Ale, posta a fermentare come per le classiche cotte da homebrewing.

Per la preparazione dell’aromatizzazione alle pesche o albicocche ho utilizzato una tecnica di estrazione delle sostanze aromatiche. Indicativamente le dosi di frutta per una buona aromatizzazione sono di 100 grammi di albicocche e 60 grammi di pesche per ogni litro di birra.

 

Dopo aver lavato accuratamente i frutti e levato il nocciolo, le ho cubettate in dadini di circa 1 cm di lato, quindi le ho stratificate all’interno di un contenitore, aggiungengo tra gli strati un sottile strato di zucchero. Ho posto il tutto in frigorifero per circa 12 ore, dopodiché ho aggiunto 100 mL di alcol buongusto e sommerso la dadolata di frutti in birra (quella di una precedente cotta). Dopo 3 giorni di infusione a temperatura di frigo, ho separato i cubetti di frutta dal liquido con uno scolapasta e filtrato su carta da filtro. L’infuso dolce è stato, quindi aggiunto, al mosto in fase di ultimazione della fermentazione.

 

Si procede, poi, normalmente all’imbottigliamento con aggiunta di zucchero per la rifermentazione secondaria.
Alla degustazione la birra è risultata molto gradevole, con un profumo di frutta nettamente percepibile, e un bel colore aranciato! Devo ammettere che, mentre l’aroma di pesca è nettamente distinguibile e riconoscibile, nel caso delle albicocche si intuisce un aroma spesso confuso con quello di pesca! L’incognita è in merito alla decandenza organolettica nel tempo, cosa che non ho ancora potuto sperimentale, quindi, il mio consiglio è di gustarla in breve tempo!

Di Marco.

Redazione Giornale della Birra
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