Numero 04/2021

27 Gennaio 2021

Eurosaga: specialisti italiani delle Birre d’Europa

Eurosaga: specialisti italiani delle Birre d’Europa

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Si parla spesso di scena craft, e ci si sofferma spesso sul prodotto finito. Giustamente, perché è poi quello che al consumatore interessa.
Ma prima di arrivare a casa, sul bancone o sugli scaffali cosa succede?
Non sempre si parte dal birrificio e si va direttamente al consumatore finale, spesso ci sino figure intermedie che fanno sì che i prodotti arrivino sul mercato e a un numero più ampio possibile di persone.
Oggi vi presento Eurosaga, un nome storico nella distribuzione e nell’import di birra da tutta Europa.
Il marchio si rifà il look, e non solo!
Dopo mesi di scouting, ha selezionato i migliori birrifici craft del momento in ogni angolo del continente per proporli sul loro nuovo e-shop, on line da poco.
Una scelta per stare dietro ai tempi e provare ad anticipare i trend che saranno.
Ci racconta tutto il vulcanico Yuri Ceriani, ideatore di questo restyling.

 

Yuri, vuoi presentarti ai nostri amici di Giornale della birra?

Intanto volevo ringraziarti per l’opportunità, e comunque certo che si! Mi presento, mi chiamo Yuri Ceriani, e in questa intervista sono la voce di Eurosaga, una realtà familiare che da oltre 60 anni opera nel settore della birra in qualità di importatore e distributore.

 

 

Spiega esattamente cosa fa un distributore.

Il distributore è la figura che, come suggerisce la parola stessa, distribuisce, su determinate zone o sull’intero territorio nazionale, un determinato bene. Noi di Eurosaga svolgiamo un doppio ruolo nel mercato essendo sia importatori che distributori, siamo quindi a stretto contatto con i produttori di birra in tutta l’Europa, acquistiamo grossi quantitativi e li distribuiamo alla nostra clientela, composta principalmente da Pub, Beershop, Ristoranti selezionati e piccola e grande distribuzione organizzata.

 

Eurosaga è un marchio sicuramente importante. La vostra storia?

La nostra storia è abbastanza lunga e non vorrei annoiare i lettori, cerco di riassumerla in breve.
Eurosaga nasce nel 1960 come piccola realtà di distribuzione di acque minerali e bevande per il volere di nonno Carlo. Nel 1977 papà e zio hanno deciso di seguire le orme del nonno e dopo 2 anni di introduzione hanno deciso di far intraprendere all’azienda un percorso diverso, iniziando a trattare un prodotto nuovo, la birra. Inizialmente l’importazione di fusti e bottiglie era fatta con una sola birreria, la bavarese Reichelbräu. In breve tempo però, grazie ad una risposta positiva da parte del mercato, il business si è allargato velocemente, il catalogo è diventato sempre più vasto e il magazzino si è allargato, per fare spazio a prodotti provenienti dai migliori paesi produttori di birra di tutta Europa. Il motore dell’azienda è e rimane tutt’ora il Belgio, che, con le sue specialità, la sua storia e la sua cultura birraia ha permesso ad Eurosaga di farsi conoscere come specialisti del settore. Questo è quanto, spero di poterti raccontare più avanti del futuro di quest’azienda e dei nostri progetti, ma tempo al tempo.

Mi hai parlato di voler rinnovare il marchio. Raccontaci come.

Sì esattamente, abbiamo dedicato questi mesi (un po’ particolari per tutti visto il momento) per rinnovare il nostro marchio e la nostra immagine dal punto di vista del design, facendo un rebrand completo, andando ad aggiornare il logo in primis fino ad arrivare alla comunicazione sui social e sul web, aprendo anche uno shop online dedicato ai privati. Ovviamente in concomitanza, abbiamo deciso di investire, acquistando una cella frigo per mantenere alta la qualità dei nostri prodotti, e di allargare i nostri orizzonti entrando in contatto con alcuni dei migliori microbirrifici craft Europei.

 

Perché questa scelta?

Potrei partire dalla prima o dalla seconda scelta ma in realtà entrambe viaggiano in parallelo. Dal lato design credo che il modo che ha un’azienda di “parlare” sia strettamente collegato con la sua immagine, il brand Eurosaga era ormai vecchio dal mio punto di vista e mi è sembrato il momento perfetto per rinnovarlo, con la nuova veste credo che l’azienda sia pronta per interagire con chiunque, soprattutto con chi produce craft beer (che ha oggettivamente un occhio di riguardo in più per il design). La scelta di espanderci nel mercato craft è data dal fatto che a mio modo di vedere è il futuro di questo mondo, non la vedo una moda, come possono e fanno molti nel settore, ma anzi, la vedo più come un bel modo di far conoscere la birra e far affacciare a questo mondo molte più persone, io in primis che non sono un grande bevitore, ero attratto inizialmente dal design, ma iniziando ad assaggiare mi sono fatto una parete piena di lattine e bottiglie in pochissimo tempo, quindi è solo questione di conoscere, ma senza qualcuno che ti da questa possibilità è difficile farlo no?

Qualche nome nuovo che ti ha colpito?

Tutti quelli che siamo riusciti ad importare vale come risposta? No, dai scherzi a parte ti posso dire sicuramente Sudden Death, credo che siano veramente forti e meritino un assaggio. Abbiamo in serbo molte sorprese comunque, sono circa sette mesi che assaggiamo e vogliamo portare il meglio in Italia!

 

 

Il futuro della birra artigianale in Italia?

Penso che chi produce birra artigianale in Italia si stiano muovendo nella giusta direzione, ci sono tanti microbirrifici che mi hanno colpito ultimamente, e mi piace un sacco il fatto che molti collaborino con i birrifici esteri, credo che collaborare e confrontarsi con chi fa il tuo stesso lavoro sia motivo di stimolo e di crescita, quindi non posso fare altro che complimentarmi con loro. Allo stesso tempo credo però che qui manchi un collante, un riferimento, per chi ancora non conosce queste realtà, perchè sono sicuro che chiunque assaggi una birra artigianale difficilmente torna indietro…

E all’estero?

All’estero (non ovunque chiaramente) mi sembra sia già tutto un po’ più consolidato, ma d’altronde ci sono paesi dove la cultura birraia è sempre stata più avanti della nostra, sicuramente non ci conosco principalmente per la birra all’estero. Ti cito però un paese su tutti che in questo momento oltre a produrre birre di un certo livello mi ha stupito maggiormente ed è la Gran Bretagna, quello che mi ha colpito è la community che sono riusciti a creare e che sarebbe bello ritrovare qui, ma abbiamo in mente delle belle cose appena la situazione si sistemerà.

Lavori principalmente con birrifici esteri? Come mai questa scelta?

Abbiamo fatto questa scelta principalmente perché le realtà che ci sono all’estero in questo campo, dal nostro punto di vista, sono un passo avanti, e garantiscono, il più delle volte, la possibilità di lavorare in esclusiva, cosa per noi fondamentale visto che la nostra rete si espande su tutto il territorio nazionale. Devo però ammettere che negli ultimi anni l’Italia si sta muovendo e sta facendo dei passi avanti non indifferenti, quindi chissà, sarebbe interessante collaborare con qualche microbirrificio italiano e perché no, fare qualcosa di un po’ più grande insieme.

Maggiori informazioni: www.eurosaga.com

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Info autore

Daniele Bertozzi

Novarese, classe1981.
Un viaggio in Belgio per scoprire che la birra è molto di più di quello che trovi nei supermercati e che, a dire il vero, poco mi è sempre piaciuta (tranne rare occasioni…).
Cercavo emozione tra gli scaffali e non l’ho quasi mai trovata!
Ho vissuto come tanti colleghi il “rinascimento birraio italiano” che dà ancora oggi tante possibilità e soddisfazioni a livello personale e professionale.
La passione è sempre cresciuta costantemente tra eventi, formazione, fino a giungere ai corsi di Unionbirrai con relativi esami e il conseguimento del titolo di Unionbirrai Beer Taster.
Il mondo birra diventa più di una sola passione, e ad oggi mi occupo di docenze e organizzazione di corsi ed eventi vari di formazione tra Piemonte e Lombardia.
Oltre alla birra adoro viaggiare, la musica e il buon cibo.
Curo una pagina Instagram come “Arte_birra” e ho anche pensato di fare l’homebrewer… sì, ma l’ho sempre solo pensato…