Numero 19/2019

10 Maggio 2019

Luppolo: un valido alleato delle donne nel combattere l’invecchiamento

Luppolo: un valido alleato delle donne nel combattere l’invecchiamento

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Gli studi fitochimici hanno permesso di comprendere nel dettaglio la composizione degli strobili del luppolo ed è oggi possibile distinguere molte decine di costituenti diversi, alcuni dei quali hanno importanza insostituibile per l’uomo. Il luppolo, infatti, oltre ad essere un utile ed apprezzatissimo ingrediente in molte preparazioni alimentari ed erboristiche,  presenta importanti proprietà benefiche a favore dell’uomo, ma soprattutto della donna: contiene, tra i vari costituenti, l’hopeina, una sostanza naturale che è considerata il più potente estrogeno vegetale oggi conosciuto. Gli studi fitochimici hanno permesso di comprendere nel dettaglio la composizione degli strobili del luppolo ed è oggi possibile distinguere molte decine di costituenti diversi. Il ritrovamento e caratterizzazione di tale molecola è piuttosto recente ed è stata studiata nel dettaglio dai ricercatori dell’Università di Ghent (Belgio), in collaborazione con il King’s College di Londra, che sono riusciti ad isolare la sostanza, definirla chimicamente (8-prenylnaringenina) e testarla ispetto alle funzionalità sulla fisiologia umana.  L’hopeina si è dimostrata circa 100 volte più attiva della genisteina o della daidzeina, preparati farmacologici aventi le medesime funzionalità sull’organismo femminile, anche grazie alla sua elevata biodisponibilità, ovvero la proprietà di una molecola di essere assorbita, metabolizzata e, quindi non dispersa dall’organismo.

 

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In particolare, l’hopeina agisce favorevolmente nella regolazione delle problematiche legate alla menopausa. Durante il periodo detto di transizione, molte donne subiscono i disagi connessi alla menopausa ed i fitoestrogeni possono rappresentare un’alternativa naturale ai principi attivi della farmacologia tradizionale. Esistono, infatti, numerosi preparati omeopatici, riconosciuti dalla medicina, che sfruttano gli estratti purificati e selezionati dei fitoestrogeni naturalmente prodotti dal luppolo, in quanto capaci di contrastare i disturbi tipici menopausali, tra cui le vampate di calore. Inoltre, migliorano la qualità del sonno, supportano il metabolismo osseo, esercitano un’azione anti-ossidante e di protezione cellulare.

 

In genere, l’utilizzo del fitoestrogeno prenilico si accompagna alla presenza nei preparati dello xantohumolo, che appartiene  alla classe dei prenylflavonoidi (metil-8-prenylnaringenina), che ha mostrato in vitro di avere un’azione protettiva cellulare, sia nei riguardi della barriera intestinale che del sistema circolatorio e osteo- articolare.

 

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A tutti gli effetti, quindi, il luppolo può definirsi un alleato della salute dell’uomo e della donna. Bisogna, però, sottolineare come tali proprietà nella birra e nelle preparazioni alimentari (bevande, infusi) in cui il luppolo è ingrediente si trovino in concentrazioni troppo basse e spesso alterate dai trattamenti termici per avere un effetto evidente e puntuale sull’organismo, seppur la loro assunzione in basse dosi rappresenti comunque una funzionalità positiva.

Considerato ciò, nonostante la moderna ricerca abbia ampiamente messo a punto trattamenti per alleviare il discomfort menopausale, esiste un interesse crescente verso nuovi prodotti dotati di attività farmacologica, ma che presentino minori effetti avversi rispetto alle terapie ormonali e ai farmaci di sintesi oggi disponibili. I prodotti naturali e in particolare i fitocomplessi contenenti fitoestrogeni sono studiati con crescente attenzione perché dotati di peculiari caratteristiche quali sinergia d’azione tra i diversi costituenti, pluralità di effetti biologici e scarsa tossicità.

 

 

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Francesca Sferrazza Papa
Info autore

Francesca Sferrazza Papa

Torinese di adozione, siciliana di origine, sono nata di venerdì 17, ed è sempre stata la mia fortuna.
Con qualche ritardo dovuto ad attività lavorative di vario genere (spesso volontarie), esperienze di fuga all’ estero e scappatelle di gioventù, mi sono laureata in “Scienze della Comunicazione”, indirizzo multimediale. Per oltre dieci anni ho scritto per giornali sportivi, dapprima on line e poi su carta stampata, fino a diventare caporedattrice e responsabile marketing di un settimanale regionale (ei fu).
Ho lavorato a lungo come commerciale in vari settori: editoria, risorse umane, informatica. Attualmente aiuto un’ amica nella gestione di un locale per bambini e famiglie, con l’ obiettivo di implementarne le attività e introdurre aspetti originali, tra cui la presenza di birre artigianali abbinate alla cucina.
Tra le mie passioni vi sono la musica, i viaggi, il calcio, la bici e ovviamente le birre. Ho persino chiamato il mio gatto “Birra”, ambrata per la precisione (è un rossiccio, razza europea, faccia da furbetto, potrebbe trattarsi di una Doppelbock).
La mia passione per le birre artigianali è nata qualche anno fa in quel di Piozzo. Da allora è stato un crescendo di ricerca e affinamento, che mi ha portato l’ anno scorso a frequentare il corso di degustatrce professionale e conseguire l’ attestato, dopo un esame tutt’ altro che innocuo.
Parallelamente ho iniziato a viaggiare per birre, fino quasi ad organizzare i miei viaggi in funzione di queste. Belgio, Repubblica Ceca, Franconia…solo alcune delle ultime tappe. Ma non trascuriamo l’ Italia, i weekend tematici in occasione di eventi birrari, le ricerche sul territorio.
Oggi vorrei approfondire maggiormente l’ aspetto dell’abbinamento cibo-birra, del resto la cucina è l’ ultima scoperta tra le mie passioni.