Numero 34/2018

24 Agosto 2018

Il luppolo fa bene…anche alle api!

Il luppolo fa bene…anche alle api!

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Il luppolo, essenza indispensabile nella produzione della birra, è stato oggetto di numerose ricerche scientifiche che hanno dimostrato importanti azioni benefiche sulla salute dell’uomo, tanto da essere considerato a pieni termini una pianta nutraceutica. In erboristeria, infatti, l’utilizzo del luppolo riguarda soprattutto le sue proprietà sedative. In fitoterapia il luppolo è noto come mite sonnifero. In particolare viene utilizzata la polvere resinosa delle infiorescenze femminili del luppolo, per via del suo contenuto di luppolina.

 

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Oltre che come calmante e sedativo, il luppolo viene apprezzato come rimedio naturale per via delle sue proprietà digestive. Stimola la produzione di succhi gastrici e come rimedio è considerato utile per la gastrite, soprattutto quando si tratta di gastrite di origine nervosa. Inoltre il luppolo è un rimedio naturale che stimola l’appetito. I fitoestrogeni presenti nel luppolo potrebbero risultare utili per le donne nell’alleviare i disturbi della premenopausa e della menopausa, anche se su questo aspetto particolare non si hanno ancora evidenze chiare.

Ma il luppolo, stupisce anche per la sua azione positiva, questa volta indiretta, a tutela della salute delle api: in particolare gli estratti dei beta acidi si sono dimostrati validi rimedi a difesa della varroa, acari causa gravissima di mortalità nelle popolazioni di insetti.
Uno dei primi studi ad essere pubblicati sull’argomento è quello di DeGrandi – Hoffman del 2012, che dimostra indiscutibilmente l’efficacia del principio attivo del luppolo contro la varroa in tempi molto rapidi (mortatità degli acari di circa 80% in 24 ore).

 

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Studi successivi hanno messo in evidenza come i prodotti naturali a base di luppolo siano meno efficaci ed efficienti di altri concorrenti di sintesi, ma con effetti collaterali praticamente nulli a fronte di rischi di interruzione delle covate, morte delle regine e delle operaie causati da quelli chimici.

Gli estratti di luppolo, pur avendo ancora delle restrizioni all’uso in Europa a causa degli aspetti autorizzativi (si hanno un numero limitato di referenze commerciabili), si profilano come un’ottima alternativa sia per l’apicoltura biologica sia per i metodi di conduzione tradizionali che sempre più lamentano una diminuzione di efficacia dei prodotti attualmente in uso.

Insomma, l’Humulus lupulus stupisce ancora per la sua versatilità e ricchezza d’uso!

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it