Numero 26/2020

26 Giugno 2020

Pillole di luppolo: il “dio” Zeus

Pillole di luppolo: il “dio” Zeus

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Intitolato al “dio del fulmine e del tuono”, il luppolo Zeus è un ibrido americano che ha un aroma particolare e originale, solitamente viene utilizzato per l’amaro, noto come pungente e speziato con qualche nota agrumata e sentori di pepe nero, liquirizia e curry.
Condivide notevoli somiglianze con i luppoli Columbus e Tomahawk per le loro caratteristiche simili e l’alto contenuto di alfa acidi. Infatti queste tre varietà appartengono alla stessa categoria di luppoli con la denominazione CTZ (acronimo di Columbus, Tomahawk e Zeus). Sono derivati da un incrocio tra la pianta femmina di Nugget (65009 USDA) e un maschio sconosciuto.

 

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Innanzitutto, per capire la storia del luppolo Zeus bisogna far riferimento ai suoi luppoli somiglianti. Tutto inizia con Charles Zimmermann che, dopo il licenziamento nel 1979 dall’incarico di coltivazione dei luppoli presso l’USDA, spostò alcuni dei suoi lavori a casa sua. Zimmermann aveva già una produzione privata di luppolo e si presume che durante il trasferimento di alcuni germoplasmi sia avvenuta una diffusione di questi riproduttori dando vita al luppolo Columbus che, tuttavia, Hop Union si impadronì del brevetto.
Per rimediare, Zimmermann cercò di brevettare lo stesso luppolo ma sotto la denominazione di Tomahawk ed ebbe così inizio una lunga disputa legale per chi dovesse detenere i diritti di questo luppolo. Durante tale disputa, però, prende vita la varietà di luppolo Zeus, una terza varietà dello stesso luppolo, brevettata da Hop Steiner.
Ed è proprio in seguito ai suesposti fatti che i luppoli Columbus, Tomahawk e Zeus presentano similitudini tra di loro e che il nome CTZ comprende le tre varietà di luppolo.
Le caratteristiche chimiche dello Zeus sono simili a quelle dei suoi simili CTZ.
Si configura come luppolo da amaro per l’abbondante presenza di alfa-acidi (12-16,5), ma anche di aroma per il suo elevato contenuto di oli essenziali.

 

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Per ottenere il massimo aroma da questa varietà a duplice scopo, lo si può aggiungere in dry hopping per poter assaporare un pungente profumo di pepe e liquirizia, con delle note erbacce.
Durante lo stoccaggio, tuttavia, esso ha poca stabilità e deve essere trasformato in pellet o estratti quasi immediatamente, per poi essere messo in un imballaggio privo di ossigeno; il congelamento da solo non è sufficiente per preservarlo. Come risultato, il luppolo mantiene il 50%-60% di acido alfa dopo 6 mesi di conservazione a 20 ° C.
Il luppolo Zeus, insieme ai suoi simili CTZ, si colloca tra i luppoli più diffusi negli Stati Uniti e viene coltivato in tutte le principali regioni americane. Le tecniche di coltivazione dei luppoli CTZ è analoga alla maggior parte di varietà di luppolo: il luppoleto ideale deve avere luce solare diretta, facile accesso all’acqua e ampio spazio per la crescita verticale mediante l’utilizzo di pali alti (3-5 metri) e cavi per il sostegno del luppolo in crescita. Inoltre, il suolo deve essere umido e ben drenato con un pH ideale compreso tra 6 e 8.

 

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Il periodo migliore per essere piantato è fine inverno, dopo il gelo finale, con distanza di 3 metri tra i filari e tra 60 cm e 1 metro sul filare. Generalmente la raccolta avviene verso fine estate, quando il cono risulta essere secco e leggero. Una volta raccolti i coni di luppolo, è importante asciugarli e conservarli correttamente in modo che non perda le sue caratteristiche importati. Questo processo è ancora più importante per il luppolo Zeus perché, come anticipato prima, è poco resistente durante la fase di stoccaggio.
Grazie al suo potenziale amaro, lo Zeus è un luppolo molto utilizzato per i gusti tipicamente americani di birra, come gli stili India Pale Ale ed Imperial Ale.

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Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!