Numero 42/2019

17 Ottobre 2019

Packaging della birra: un approfondimento tecnico

Packaging della birra: un approfondimento tecnico

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La birra, che sia prodotta industrialmente o artigianalmente, che sia chiarificata o filtrata può essere confezionata in fusti, bottiglie o lattine. Tutti e tre questi tipi di packaging hanno dei pregi ma anche degli svantaggi; passiamoli in rassegna uno alla volta.
Fusti. Per quanto riguarda la conservazione della qualità della birra si tratta senza dubbio dei contenitori ideali. Possono essere prodotti in plastica o in acciaio inox (keg) e sono in grado di proteggere la birra dalla luce nonché di minimizzare il contatto della stessa con l’aria. Hanno come svantaggio quello della necessità di essere svuotati in fretta e quindi non sono adatti per un uso domestico né per microbirrifici o esercizi con bassi volumi di vendita.

 

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Bottiglie. Si tratta dei contenitori per eccellenza e di solito i più apprezzati dai consumatori anche se sicuramente non sono la scelta ideale per riparare la birra dalla luce, in particolare quelle in vetro verde o bianco anche se si può ovviare al problema conservandole in cartoni chiusi.
Strizzando l’occhio all’ambiente un ruolo determinante lo gioca l’ampiezza dell’area di distribuzione e, per quelle a rendere, ancora più importante è il numero di utilizzi.

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Lattine. Per la loro leggerezza e per lo scarso consumo di energia necessaria per il loro riciclo l’impatto ambientale delle lattine di alluminio è di poco più alto di quello delle bottiglie a rendere in vetro; sono inoltre estremamente indicate per proteggere la birra dalla famosa luce solare e hanno la caratteristica di essere leggere, infrangibili e velocemente raffreddabili.
Nell’ultimo periodo le lattine hanno perso di appeal e il loro consumo viene associato a situazioni più “street” a vantaggio della bottiglia che invece si presenta come un packaging più elegante e versatile che può anche essere studiata in un’ottica di design.
Dal momento che la birra, in particolare quella artigianale, ambisce ad essere un prodotto sempre più introdotto in ambienti “sofisticati” quali ristoranti stellati ed eventi di nicchia, la bottiglia personalizzata e con etichetta studiata appositamente da studi di grafica ambisce ad essere la scelta più richiesta e soddisfacente.

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Info autore

Francesco Martinati

Dopo la laurea triennale in Biotecnologie e la laurea specialistica in Biotecnologie Industriali conseguite presso l’Università degli Studi di Padova, ho ottenuto il diploma di Mastro Birraio a seguito del corso organizzato dalla Cooperativa Sociale Dieffe di Noventa Padovana. Mi sono inoltre specializzato nel settore brassicolo partecipando al seminario tenuto presso la Doemens Academy di Grafelfing in Germania dal titolo “La valutazione della qualità delle materie prime, differenti metodi di gestione delle diverse tipologie di materie prime in sala cotte e possibili problematiche” acquisendo importanti competenze nel settore della gestione e valutazione delle materie prime nell’industria birraria.
Dopo varie esperienze come ricercatore, lavoro da maggio 2013 alla Uberti Srl come impiegato esperto di consulenza tecnica birraria, gestione della logistica e addetto al settore di impiantistica.