Numero 44/2020

31 Ottobre 2020

Antonio Mennella racconta: Achouffe, storia di uno dei birrifici più importanti del Belgio

Antonio Mennella racconta: Achouffe, storia di uno dei birrifici più importanti del Belgio

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Tratto da La birra nel mondo, Volume I, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Achouffe

(Brasserie d’Achouffe) Achouffe/Belgio

Birrificio artigianale in una vecchia fattoria delle Ardenne. La leggenda racconta che gli abitanti della foresta, chiamati Chouffe, erano gnomi muti i quali scoprirono l’uso della parola bevendo l’acqua della sorgente Cedrogne. Mentre Achouffe è un paesino di 32 abitanti a pochi chilometri da Houffalize, nella provincia vallona del Lussemburgo.

Il birrificio nacque nel 1982 dalla passione per la birra di due fratellastri, Pierre Gobron, direttore di produzione in una fabbrica di gelati, e Christian Bauweraerts, ingegnere informatico.

Quello che doveva essere un semplice hobby, si trasformò presto, per i successi ottenuti, in un’attività vera e propria, che non aveva peraltro alle spalle tradizioni e ricette secolari. Già nel 1984 Christian lasciò il proprio lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla birreria. Fece altrettanto Pierre nel 1988. Intanto, nel 1986, avevano acquistato i locali della birreria, un vecchio edificio del 1805. E la produzione aveva preso ad aumentare di anno in anno.

Nel 1989 la minuscola azienda aveva il suo primo mercato estero, il Canada. A distanza di un anno sorse un pub adiacente alla fabbrica che prese a servire anche eccellenti piatti cucinati con le birre della casa. Seguirono, nel corso degli anni Novanta, opere di ammodernamento per adeguare l’impianto al carico produttivo; fino alla recente apertura di uno stabilimento per l’imbottigliamento, distante pochi chilometri.

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Da piccola impresa di campagna, la Brasserie d’Achouffe si presenta oggi come uno dei birrifici più importanti del Belgio, viepiù impegnato a soddisfare la crescente richiesta dei prodotti. Ma, dopo aver privilegiato a lungo le esportazioni, ha infine deciso di accontentare equamente anche i consumatori locali. Le sue birre, ovvio, scorrono a fiumi durante la grande festa annuale di Achouffe, La Choufferie, nel mese di agosto, ormai un avvenimento di rilievo internazionale.

Particolare attenzione è riservata al reinvestimento degli utili, finalizzato a un continuo miglioramento tecnico e qualitativo, senza ovviamente trascurare le inarrestabili esigenze dei lavoratori e la loro costante riqualificazione professionale.

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Simbolo dell’azienda è un simpatico gnomo con la barba che porta cereali e luppolo, chiamato Chouffe. La scelta fu di Christian Bauweraerts, dopo aver visto in televisione un’asta di beneficenza di opere d’arte (a favore delle vittime di un incendio in un villaggio vicino) tra le quali spiccava uno gnomo appunto realizzato da un artista locale.

In continua crescita, la produzione annua supera i 26 mila ettolitri: birre di alta fermentazione, forti e speziate, a malapena luppolizzate. Del tutto particolare si presenta il gusto, donato dal sapiente utilizzo di ingredienti non convenzionali, come spezie e zucchero candito; nonché dall’acqua purissima della sorgente di Cedrogne, la più alta del Benelux (a 400 metri sul livello del mare).

Con l’acquisto infine del 2006 da parte della Duvel Moortgat, la Brasserie d’Achouffe ebbe la possibilità di potenziare gli investimenti, mantenendo comunque la propria indipendenza produttiva e commerciale.

La Chouffe, belgian strong golden ale di colore dorato pieno (g.a. 8%); rifermentata in bottiglia. Tipica ale forte delle Ardenne e, all’inizio, unica birra della casa, è rimasta il prodotto di punta, vincendo numerose medaglie d’oro nei principali concorsi internazionali. Utilizza zucchero cristallino bianco e coriandolo (che dona una speziatura dolce, fiorita e fruttata), con leggera luppolizzazione. Le bottiglie, millesimate e numerate, hanno il tappo di sughero. Dalla schiuma cremosa e stabile si aprono acute note aromatiche. L’elegante finezza olfattiva diffonde profumi fruttati e speziati, nonché di luppolo e di lievito. Avvicinandosi al palato con la propria struttura solida, il corpo cela la notevole forza alcolica in un’avvolgente sofficità. La straordinaria sensazione amabile, proveniente dal sapore di frutta e di spezie, estasia la bocca. Il finale asciutto di luppolo, con un dolce accento di malto, precorre la lunga persistenza retrolfattiva marcata da una suggestione amarognola. Si tratta di un prodotto dal gusto in evoluzione, per almeno due anni.

Big Chouffe, è La Chouffe in confezione magnum (1,5 litri) da regalo, con un’etichetta d’eccezione. Nel 2005 fu lanciata la serie “Edizione annuale da collezione”. Ogni anno, un fumettista famoso è invitato a disegnare sul retro della Big Chouffe la propria versione del classico gnomo.

Mc Chouffe, belgian strong dark ale di colore ambrato carico con riflessi rosso rubino e dall’aspetto velato. Costituisce la “sorella” scura, e più vinosa, de La Chouffe, con la stessa gradazione alcolica e sempre rifermentata in bottiglia. D’ispirazione scozzese, è stata soprannominata appunto “la scotch delle Ardenne” e rappresenta la seconda birra più nota e venduta dell’azienda. Viene addizionata di zucchero cristallizzato scuro e di miele durante la fermentazione. La spuma sbocca abbondante, tenace e di ottima aderenza. L’aroma si effonde acuto, di luppolo legnoso. Il corpo risulta generosamente robusto, pieno, vellutato. Il sapore ha notevole complessità, con note di malto, luppolo e spezie. Nel finale la forza alcolica avvolge il palato. La lunga persistenza retrolfattiva libera una piacevole sensazione amarognola. A temperatura di cantina, questo prodotto può invecchiare per almeno due anni con maturazione del gusto.

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La Vieille Salme, belgian strong golden ale di colore dorato scuro (g.a. 8,3%); con rifermentazione in bottiglia. L’effervescenza è media; la spuma, stabile ma con scarsa aderenza. L’aroma, di malto, limoni ed erba, si effonde acuto e consistente. Il corpo, di notevole struttura, non nasconde la forza alcolica che peraltro delizia il palato. Il gusto è orientato al dolce e scivola su fondo ben luppolizzato. Il retrolfatto si rivela abbastanza lungo nella sua secca essenza erbacea e amara.

Château d’Ychouffe, belgian strong golden ale di colore dorato (g.a. 9%). Con una carbonazione moderata, la spuma emerge sottile, compatta; ma accusa scarsa tenacia e aderenza. L’olfatto propone sentori di lievito belga e di malto; in secondo piano, fruttati e floreali. Il corpo appare medio-pieno. Il sapore è dolce, con note di zucchero, mela, buccia d’arancia, che esalano in un secco alone di agrumi, erba, spezie. Il discreto retrolfatto eroga suggestioni piuttosto acide di uva stramatura con qualche caldo richiamo di alcol.

Stagionali

Chouffe Soleil, belgian ale estiva di colore dorato chiaro (g.a. 6%). Delicatamente fruttata e rinfrescante, costituisce la birra dei giorni “belli”. La schiuma fuoriesce sottile, cremosa, duratura. L’olfatto è complesso e di elevata intensità: malto, mais, luppolo, coriandolo, erba, frutto della passione. Il corpo ha una consistenza piuttosto sottile. Il gusto scorre morbido e dolce, a base di frutta, lievito fresco, agrumi, e ben distinte note di coriandolo. Il corto finale di luppolo fresco introduce un discreto retrolfatto di luppolo amaro.

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Chouffe Bok 6666, dunkel bock di colore marrone scuro (g.a. 6,5%); con rifermentazione in bottiglia. Elaborata con spezie ed erbe di stagione, compare tradizionalmente sul mercato olandese (è prodotta appositamente per esso) a fine settembre. L’effervescenza media genera una spuma minuta e persistente. L’aroma, debole e dolciastro, propone sentori di malto, banana, uva, e, a seguire, caramella mou, frutta secca, malto tostato. Il corpo medio alimenta un gusto amabile che sa di caramello bruciato, cioccolato fondente e noci. Nel finale spuntano impressioni leggermente dolci e cremose con un accenno al coriandolo.

N’Ice Chouffe, belgian strong dark ale di colore rosso rubino molto intenso (g.a. 10%); con rifermentazione in bottiglia. La birra più forte della Brasserie, viene fabbricata soltanto per le festività natalizie, ed è disponibile dal primo dicembre. La splendida etichetta riporta infatti un paesaggio innevato della foresta delle Ardenne. Utilizza timo e scorza essiccata di arancia di Curaçao. La carbonazione media genera una schiuma spessa, cremosa e di buona durata. L’aroma si libera con finezza, proponendo in particolare malto e tostature. Il corpo medio, di consistenza oleosa, sorregge il ricco gusto caldo e speziato. Anche l’equilibrio è notevole, in un prodotto che peraltro ha bisogno di un alto tasso di luppolo per controbilanciare la dolcezza originata dal grado saccarometrico elevato. Il finale sopraggiunge scoppiettante, di un delizioso dolceamaro. La persistenza dell’ampio retrolfatto appare discreta, con sensazioni terrose, alcoliche e leggermente speziate.

Stagionali speciali

La Chouffeleir, belgian ale di uno scintillante colore ambrato chiaro (g.a. 6,6%); prodotta, per la prima volta nel 2014, specificatamente per i membri della Choufferie, il gruppo degli ambasciatori Chouffe. Con una decisa effervescenza, la schiuma si alza a grana minuta, tenace, aderente. I tre luppoli utilizzati compongono un olfatto che può essere definito semplicemente delizioso: il Sorachi Ace, col suo caratterizzante profumo di scorza di limone e citronella; il Citra, con forti sentori di agrumi e frutta tropicale; l’Amarillo, con pervicaci note di agrumi, fruttate e floreali. Il corpo ha una media intensità. Il gusto, anch’esso improntato all’amarore del Sorachi Ace, non da meno, richiama lievito, malto, fieno, pesca, banana; soprattutto all’inizio della corsa. Verso la fine, il palato si asciuga, e subentra un discreto retrolfatto, prima, dolce zuccherino, poi di un morbido amaro erbaceo.

Chouffe Houblon Dobbelen IPA Tripel, tripel di colore dorato (g.a. 9%); con rifermentazione in bottiglia. Creata nel 2006 per il mercato statunitense, amante delle birre pesantemente luppolizzate. Utilizza infatti una miscela di tre varietà di luppolo. Come suggerisce il nome, si tratta di un felice incontro fra tre scuole diverse: la tripel belga, la IPA iglese e la double IPA americana. Con una vivace effervescenza, la schiuma emerge minuta, cremosa e di notevole aderenza. L’elevata intensità olfattiva è di una finezza elegante: agrumi, frutta tropicale, pino, fiori, non senza un significativo tocco di pepe. Il corpo, da medio a pieno, ha una consistenza piuttosto appiccicosa; nasconde, comunque, benissimo la gradazione alcolica. Al palato, si esalta l’armonioso equilibrio tra il sapore di frutta e un amarore, sì pronunciato, ma piacevolissimo. Il finale, molto secco, pulisce perfettamente la bocca, in attesa della lunga persistenza retrolfattiva dalle suggestioni erbacee e pepate.

L’azienda produce anche:

Esprit d’Achouffe, brandy (somigliante un po’ alla grappa) ottenuto dalla distillazione de La Chouffe invecchiata almeno cinque anni (g.a. 40%);

Chouffe Coffee, liquore a base di Esprit d’Achouffe con aggiunta di alcol, estratti di caffè e qualche goccio di Mc Chouffe (g.a. 25%). Va bevuto caldo (massimo 60 °C), insieme a un leggero strato di panna montata, oppure ghiacciato.

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Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-T – 2020
 La birra nel mondo, Volume V, U-Z– 2021
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.