Numero 30/2020

25 Luglio 2020

Dall’Alta Baviera: l’indipendente Wieninger

Dall’Alta Baviera: l’indipendente Wieninger

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Tratto da La birra nel mondo, Volume V, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

 

Wieninger

(Privatbrauerei M.C. Wieninger) Teisendorf/Germania

Una delle più grandi imprese birrarie tedesche rimaste indipendenti. Si trova in Alta Baviera, nella regione del Berchtesgaden, tra montagne e colline, ricca di fiumi e sorgenti di acqua cristallina.

Viene menzionata per la prima volta nel 1666, allorquando le frequenti controversie tra il proprietario e il Principato Arcivescovile di Salisburgo, al cui territorio apparteneva all’epoca Teisendorf, portarono all’acquisto da parte di quest’ultimo.

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Dopo la secolarizzazione, nel 1813 la birreria fu rilevata dall’oste Philipp Wieninger che, successivamente, acquistò anche il birrificio del monastero agostiniano di Höglwörth.

A Philipp succedette il figlio Max Christian a cui risale l’attuale denominazione dell’azienda. Azienda, rimasta poi sempre nelle mani della famiglia Wieninger (giunta oggi alla settima generazione) e che ha acquistato nel tempo numerosi ristoranti nella regione e il Fischerbräu a Reichenhall.

La produzione, di circa 100 mila ettolitri annui, comprende una vasta gamma di birre esclusivamente tedesche. Mentre il carattere familiare e il birrificio a dimensione d’uomo, ma moderno, garantiscono una solida continuità della tradizione artigianale e lo stretto legame con la propria terra.

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Col motto infine “Fabbricare prodotti naturali con metodi rispettosi dell’ambiente” la Wieninger si esalta nella protezione del territorio, dal pretrattamento delle acque di scarico al riciclaggio dell’anidride carbonica e alla raccolta in sede dei materiali riciclabili.

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Wieninger Helles Lagerbier Premium, export dal classico colore dorato (g.a. 5,2%). Si tratta di un prodotto recente, non pastorizzato. L’effervescenza media genera un’enorme schiuma bianca, a grana sottile, fitta, cremosa, tenace, aderente. L’olfatto libera intensi profumi fruttati, floreali ed erbacei che, col beneplacito di un malto abbastanza granuloso, del miele e della crosta di pane, allestiscono un bouquet fresco e lievemente amaro. Il corpo medio tende decisamente al leggero, in una consistenza acquosa quanto basta. Inizialmente, il gusto si snoda con qualche accenno dolciastro; poi emergono pian piano dal sottofondo delicate note di luppolo agrumato a comporre un equilibrio più che decente. Il rampicante arriva sin nel finale, detergendolo con la sua asciuttezza. Nel corto retrolfatto è il fieno umido a conferire gradevoli impressioni amarognole.

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Wieninger Guidobald Dunkel, dunkel dal tipico colore tonaca di frate (g.a. 5%); la classica birra scura bavarese. La carbonazione, piuttosto attiva per una dunkel, genera un’enorme schiuma beige, soffice, cremosa, di ottima tenuta e allacciatura. L’aroma si libera con una piacevolissima dolcezza, a base di malto tostato, caramello, pane arrostito, cioccolato, liquirizia, zucchero, caffè, uva passa, nocciola, melassa, latte in polvere; e con blandi aliti, dal sottofondo, di legno, erbe, limone, tabacco, luppolo floreale. Il corpo, da medio a leggero, ha una consistenza acquosa con lieve tendenza all’oleosa. Anche il gusto si propone inizialmente dolciastro; ma va via via prendendo equilibrio, prima, con una secchezza di paglia ai limiti dell’astringenza, poi, con note di luppolo speziato, infine, con una fresca acidità da tostature. Il percorso, di media durata, ha una chiusura abbastanza brusca, e con timidi spunti di tabacco. Una lunga sensazione amarognola, è tutto quanto sa esprimere il persistente retrolfatto luppolizzato.

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Wieninger Weissbier Naturtrub Premium, hefe weizen di colore dorato con sfumature arancione e dall’aspetto intorbidato dai residui di lievito (g.a. 5%); un’elaborazione recente.  La carbonazione è abbastanza elevata; la schiuma bianca, enorme, fine, densa, solida, cremosa, di buona tenuta e allacciatura. L’apprezzabile intensità olfattiva mette subito in primo piano un lievito fresco e appetitoso, cui seguono, un po’ meno tenui ma ugualmente persistenti, sentori di banana e agrumi, di grano e gomma da masticare, di mela cotta e pasta di pane, di esteri fenolici e chiodi di garofano. Il corpo medio mostra una certa tendenza alla leggerezza, in una consistenza peraltro adeguatamente acquosa. Un gusto, vivace e fruttato, inizialmente con sottili note di torrefazione, volge via via verso un deflusso aspro e concitato che porta a un corto finale blandamente luppolizzato, asciutto, ripulente. La discreta persistenza retrolfattiva regala stuzzicanti suggestioni di spezie con una punta di acidità.

Wieninger Hefe Weißbier Dunkel, dunkel weizen di colore tendente al bruno e dall’aspetto torbido (g.a. 5,2%). La carbonazione è abbastanza elevata; la schiuma beige, copiosa, soffice, cremosa, costante e di buona aderenza. L’aroma, intenso e speziato, ha una sottile venatura tostata e un ricco sottofondo di malto caramellato scuro, biscotto, noci, banana matura, frutti di bosco, che si mescolano a sentori aspri di grano, amari di luppolo, pungenti di lievito. Il corpo medio non riesce a estrinsecare appieno la propria tendenza alla leggerezza per via di una tessitura alquanto grassa. Il gusto, morbido e fresco, ostenta il notevole equilibrio raggiunto  dalle note di caramella mou e di banana, di noci e uva passa a contrasto con i chiodi di garofano e il lievito speziato, l’acidità del frumento e l’asprezza da un fruttato d’agrumi. Il finale apporta una secchezza rustica e terrosa, anticipando un retrolfatto dalla persistente impressione dolceamara che però si allontana un po’ dal profilo pulito.

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Wieninger Impulsator, doppelbock di colore marrone con riflessi rubino  e dall’aspetto confuso (g.a. 7,5%). La carbonazione è alquanto contenuta; la schiuma beige, abbondante, sottile, cremosa, di buona durata e allacciatura a chiazze. Malto e caramello tostato, uva passa e prugna secca, melassa e scriroppo d’acero, mirtillo rosso e ribes nero, noci e nocciole, caffè e cacao, mela e ciliegia, toast e frutta scura, pan pepato e zucchero di canna, qualche accenno di cuoio e tè di malva, sono i componenti di un bouquet olfattivo di elevata intensità e finezza attraente. Il corpo medio ha una consistenza più oleosa che cremosa. All’insegna di un discreto calore alcolico, che si mantiene costantemente nell’ambito di un carezzevole riscaldamento, il gusto può esprimere liberamente tutta la sua dolcezza, con melassa, caramello, mela, uva passa, frutta matura scura, grazie al blando intervento di lievito speziato, foglie secche, legno, cuoio, corteccia, luppolo fiorito. Il finale, di buona lunghezza, apporta un po’ di asprezza e acidità fruttata. Rimane l’articolata ricchezza retrolfattiva in cui si distinguono abbastanza, in un tepore etilico asciutto e detergente, sensazioni tostate, legnose, erbacee, floreali.

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Antonio Mennella
Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-T – 2020
 La birra nel mondo, Volume V, U-Z – di prossima uscita
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.