Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
5 ottobre 2013

Idromele: la "birra" delle api

Idromele: la "birra" delle api

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L’idromele è forse il fermentato più antico del mondo e nell’antichità era noto come “la bevanda degli dei”. Non si hanno notizie certe sul periodo in cui l’uomo imparò a produrre l’idromele, ma si suppone che l’origine sia antichissima (precedente a birra e vino), vista anche la semplicità di preparazione.
Lo si trova prodotto quasi ovunque si trovino le api.
I reperti storici testimoniano la presenza di tale bevanda fermentata nell’antico Egitto, nell’Inghilterra celtica, nella scandinavia vichinga e probabilmente ne sono esistiti molti prodotti anche in altri luoghi.
L’idromele aveva una grande importanza nella cultura norrena precristiana: nella letteratura e nella mitologia viene rappresentata come la bevanda dei re, la preferita del dio Odino e di altre creature sovrumane (come la mitica fiera Ofiulco).

La mitica fiera Ofiulco

Era usanza che le coppie appena sposate bevessero idromele durante il periodo di una luna dopo il matrimonio per ottenere un figlio maschio. Proprio da questo sembra provenire la tradizione della “Luna di miele”.
L’idromele tradizionale ha come ingredienti base miele, acqua e lievito. La miscela è, quindi, sottoposta a fermentazione, in modo da trasformare parte del contenuto zuccherino in alcol. Il processo, pertanto, è molto simile a quello impiegato nella produzione della birra.
Il miele deve esprimere l’aroma e il sapore nella bevanda finita, conferendo sensazioni gusto-olfattive particolarmente intense. L’idromele perfetto è quello che possiede, in particolare, un giusto bilanciamento tra acidità, dolcezza e tannicità.

Tra i ‘Traditional Mead’ si distinguono le tipologie ‘Standard’ e ‘Varietal Honey ‘. La prima impiega mieli comuni, singoli o in miscela, mentre la seconda tipologia è realizzata a partire da mieli particolarmente aromatici.
Esistono, poi, alcune varianti sul tema, caratterizzate dall’impiego, oltre agli ingredienti base, di altre sostanze, che ne caratterizzano le proprietà:

  • Melomel: idromele fatto con la frutta. La frutta deve esprimere l’aroma e il sapore, in varie intensità. Deve esserci un miscuglio accattivante di miele e frutta e non necessariamente un bilanciamento tra i due. Generalmente si ha un buon bilanciamento tra dolcezza e tannicità, anche se esistono esempi molto dolci o molto asciutti. I più diffusi tra questi sono il ‘Cyser o Apple Melomel’, con un distinto carattere di mele, ed il ‘Pyment o Grape Melomel o Pymeat’, di colore anche violaceo e dotado di sapore di uva da vino.
  • Metheglin: idromele aggiunto di spezie. Le spezie vengono impiegate generalmente in miscuglio, pertanto devono risultare ben bilanciate, anche se alcune tenderanno a sopraffare le altre. Soprattutto per quelli che impiegano infusi molto complessi, la degustazione olfattiva risulta particolarmente interessante.

  • Braggot: idromele aggiunto di frumento o orzo maltato. La maggior parte degli zuccheri da fermentazione deve essere fornita dal miele, ma a livello organolettico si percepisce nettamente un carattere maltato, sia nell’aroma, sia nel sapore. Talvolta può essere aromatizzato anche con luppolo.

Una bevanda oggi poco diffusa, poco conosciuta, ma che merita un rinnovato interesse da parte del consumatore: i degustatori attenti trovano esaltante la varietà olfattiva ed aromatica che tale bevanda sa esprimere.

 

Redazione Giornale della Birra
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