Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 44/2018

31 Ottobre 2018

Halloween e… la notte delle birre!

Halloween e… la notte delle birre!

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Eccoci arrivati ad Halloween, la festa per eccellenza degli amanti del brivido: streghe, mostri, zombie e tutto ciò che dall’oltretomba torna alla vita solo per una magica notte infestata.

Non tutti forse sanno, però, che il 31 ottobre può essere anche la  notte degli amanti della birra. Facciamo un passo indietro e rispolveriamone le origini. Siete convinti che Halloween sia una festa tutta americana? Sbagliato, tutto ha inizio in Irlanda con un fabbro taccagno e fannullone, con un gran brutto caratteraccio e assai dedito all’alcool di nome Jack ed al suo incontro con il Diavolo proprio nella notte di Halloween in un pub.

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Il re delle tenebre voleva portarsi l’anima del peccatore nel regno dei morti, ma Jack gli propose di concedergli un’ultima birra. Il Diavolo non solo acconsentì a quest’ultimo desiderio, ma addirittura lo aiutò a soddisfarlo tramutandosi in una monetina da sei pence, visto che il fabbro si lamentava di non avere più soldi per pagare l’ultima bevuta della sua vita. Fu tutto uno stratagemma.  Una volta che il Diavolo si fu trasformato, Jack mise la monetina nel suo portafogli che aveva una croce disegnata sopra e così facendo lo imprigionò.  Lucifero per liberarsi fu costretto a scendere a patti con il fabbro: in cambio della libertà avrebbe rinunciato a bramare la sua anima. Dopo un anno da quell’incontro Jack morì e a causa della sua vita peccaminosa non venne accettato in Paradiso, ma neanche all’Inferno dopo ciò che aveva combinato al Diavolo, il quale lo cacciò in malo modo tirandogli un tizzone.

 

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Jack usò il pezzo di legno ardente per illuminare la strada di casa dentro ad una rapa. Da allora il fabbro vaga con il suo lumino in attesa del giorno del Giudizio, da qui il suo nome Jack O’ Lantern, diventando il simbolo delle anime dannate ed errabonde.

Quando gli Irlandesi si trasferirono in America, a causa della carestia che li colpì nel 1845, portarono la leggenda con sé, ma poiché le rape non erano così diffuse nella nuova terra le sostituirono con una zucca. Così nasce il più famoso simbolo della notte di Halloween: una zucca intagliata con il viso del vecchio fabbro sopra ed un lumino al suo interno. Ecco come la notte delle streghe e delle zucche diventa anche la notte della birra, portatene una con voi se volete salvaguardare la vostra anima dal maligno.

 

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Oppure, se non credete nelle leggende e nelle presenze oscure, potete comunque cogliere l’occasione per degustare una piacevolissima e beverina Pumpkin Ale, la famosa birra alla zucca. Le Pumpkin Ale appartengono ad una tipologia birraria tipica della colonizzazione americana, quando i primi emigrati europei si trovarono a dover combattere tra la loro voglia di birra ed i costi troppo elevati dell’orzo. I birrai cercarono allora delle alternative e la zucca, grazie alle sue proprietà zuccherine, risultò essere la più valida per la birrificazione. Con il migliorare delle condizioni di vita dei coloni, si tornò all’uso dell’orzo e le Pumpkin Ale furono abbandonate per tornare in auge solo in tempi recenti grazie ai microbirrifici americani che hanno colto lo stretto legame tra Halloween e le birre alla zucca. Una moda che è arrivata anche in Italia e si sta piano, piano diffondendo fra i birrifici artigianali.

 

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Il BJCP, Beer Judge Certification Program, inserisce le Pumpkin beers tra le Spice, Herb or Vegetable beers, un gruppo piuttosto ampio che conferma quanto oggi la zucca venga usata più per il profilo aromatico che per la sua componente amidacea. Rispetto al periodo coloniale, lo stile contemporaneo risulta per lo più speziato, attraverso l’uso di cannella, chiodi di garofano e zenzero, creando delle birre che risultano al palato tendenzialmente morbide che vertono su note dolci e poco amare.

Quindi se non amate i travestimenti e le leggende, ma volete comunque prendere parte alla notte di Halloween potete affrontare la notte delle zucche seguendo la passione brassicola. Gustatevi una buona Pumpkin Ale che oltre a condurvi nel magico mondo delle birre alla zucca, vi permetterà anche di salvare la vostra anima in caso di incontri tenebrosi.

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Maria Giulia Ruberto
Info autore

Maria Giulia Ruberto

La mia passione per la birra nasce esattamente due anni fa, quando per la prima volta mi sono cimentata nella spillatura dietro al bancone di un bar. Non so se si possa definire una vera e propria passione, ma so che quando sono lì a “creare” le mie birre, mi sento al posto giusto. Così ho deciso di chiudere in un cassetto i cinque anni investiti nel prendere la laurea in Comunicazione per seguire la mia nuova strada di barista. Da lì è stato un vortice, mi sono trasferita dalla Toscana al Trentino, ho seguito corsi formativi sulle birre e ho deciso di rispolverare la mia passione per la scrittura, chiaramente in ambito birrario. E da qui in poi: avanti a tutta birra!