Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
9 ottobre 2015

Brasseria Nervina: il birrificio che difende le rondini!

Brasseria Nervina: il birrificio che difende le rondini!

Tag:, , , , , ,

 

Brasseria Nervina è un giovane birrificio artigianale, nato nel 2014, che ha sede ad Apricale, un borgo medioevale del primo entroterra imperiese, abbarbicato sulla sommità di un pittoresco sperone collinare.

Degno di nota il progetto a salvaguardia della avifauna promosso dal titolare e mastro birraio Sirio Gamba – e sarebbe ottima cosa se altri imprenditori brassicoli avessero la medesima sensibilità a favore dell’ambiente -, che ha dedicato una birra, la Martin season,  attraverso la quale realizza una raccolta fondi per l’installazione di nidi artificiali per le rondini ed i balestrucci che trovano casa nel territorio locale.

In esclusiva per giornaledellabirra.it, l’intervista a Sirio:

Come è nato il tuo progetto di avviare un birrificio artigianale nell’antico borgo di Apricale? A quali filosofie produttive ti sei ispirato?

L’idea di aprire un microbirrificio è nata in quanto sentivo la necessità di abbinare il lavoro alla passione. il mio obiettivo è  non dover occuparsi di un’attività unicamente pensando al guadagno, ma trovare la giusta motivazione per ogni giornata lavorativa.

Il posizionamento del birrificio nel comune di Apricale è stato scelto semplicemente perché abito ad Apricale, mentre come si deduce da nome del birrificio, volevo che fosse situato nella Val Nervia, territorio che amo molto.

Non mi sono ispirato a nessuna corrente birraria, credo che il bello della birra italiana sia proprio la mancanza di una cultura storica, liberandoci da qualunque preconcetto, e quindi le ricette nascono unicamente seguendo il gusto personale ed anche naturalmente il gusto dei consumatori con cui ho il piacere di rapportarmi.

Attualmente sono tre le birre prodotte: quali gli ingredienti della qualità?

Le birre prodotte con regolarità sono 3, La “Martin season”, definita in stile saison classico senza aromatizzazioni, la “White Whale”, una Blanche aromatizzata con scorza d’arancia amara, coriandolo e cumino e una Porter, la “Cave”. In generale non mi piace inquadrare troppo le birre negli stili predefiniti, perché il bello è anche uscire dai soliti schemi e fare qualcosa di un po’ diverso dal solito, ma comunque è necessario per dare un’idea iniziale al consumatore.

.

.

L’impianto di produzione di Brasseria Nervina è un piccolo gioiello tecnologico: modeste le dimensioni, ma grande rispetto per l’ambiente attraverso l’uso di fonti di energia rinnovabile: puoi fornire maggiori dettagli?

L’impianto è stato creato da un’azienda di Alba (CO.MET) che in generale non si occupa di impianti per birrifici, ma che si è resa disponibile a sviluppare una mio progetto, in modo da avere una piccola sala cottura nella quale potessi rispecchiare le mie convinzioni di mastro birraio.

L’energia rinnovabile integrata nell’impianto è il solare termico, che si presta benissimo per il preriscaldamento dell’acqua. In estate l’acqua dell’impianto solare è usabile direttamente per la fase di sciacquo delle trebbie, senza essere riscaldata ulteriormente. Anche la fornitura elettrica deriva da fonti rinnovabili. Naturalmente, come nella maggior parte degli impianti è previsto il recupero dell’acqua calda in uscita dallo scambiatore di calore.

I detergenti usati sono tutti biodegradabili e l’impianto piccolo mi permette di effettuare tutti i lavaggi manualmente, con molto olio di gomito e pochissimo spreco di acqua.

.

.

Martin season è il bellissimo progetto di salvaguardia di rondini e balestrucci: come è nata questa sensibilità verso questi bellissimi animali? Quale messaggio vuoi trasmettere ai consumatori attraverso questa iniziativa?

Tutte e tre le mie birre hanno un risvolto naturalistico, una per l’istituto Tethys, una per installare batbox e una per nidi artificiali per uccelli. Questo perché come naturalista dilettante sento molto queste tematiche e desidero trasmetterle, in primis, ai consumatori delle mie birre: quindi ogni mio prodotto deve necessariamente essere legato alla natura e alla sua salvaguardia.

I progetti per gli uccelli ed i chirotteri sono gestiti personalmente: l’1% dei proventi della vendita della birra è devoluto a tali attività e mi impegno ad investirli sul territorio.  Per i cetacei, invece, il contributo è demandato all’istituto Tethys, che si occupa di studio e protezione del Santuario dei cetacei nel Mar Ligure.

Il messaggio che desidero trasmettere  è semplice, ma molto preciso:  il rispetto dell’ambiente è da tenere sempre in considerazione, anche quando siamo al bar a bere una birra! Ormai è risaputo l’ampiezza dell’impatto antropico sull’ambiente naturale ed è ora che ognuno di noi si impegni a fare la sua parte!

.

.

Infine una tua opinione sul futuro della birra artigianale italiana: sempre più legata al territorio o globalizzata?

Sicuramente mi auspico una birra sempre più legata al territorio: copiare una birra Belga che nella sua area d’elezione è prodotta ad altissimi livelli qualitativi, tecnologici e in quantità elevatissime è un’assurdità! Spero che si possa sfruttare la mancanza di tradizione birraria italiana per creare prodotti inediti, magari con lo sviluppo di nuove varietà di luppolo italiane e di malti derivati da orzi italiani, anche sperimentando varietà di orzo non ancora impiegate nella produzione di birra.

I più grandi birrifici, anche artigianali, dovranno necessariamente globalizzarsi per crescere e mantenersi, ma le piccole e piccolissime produzioni potranno fare la differenza sulla qualità e la diversità di prodotto, senza necessariamente entrare in competizioni di prezzo sul mercato internazionale (che difficilmente potrebbero sostenere). Sottolineo, che con il termine qualità intendo anche la parte etica del prodotto, non solo quella organolettica.

Maggiori informazioni sul birrificio artigianale Brasseria Nervina e sulle birre sul sito aziendale www.brasserianervina.it

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!