Numero 50/2020

7 Dicembre 2020

Brinkhoff’s: il paradiso delle birre, raccontato da Fiona Monni

Brinkhoff’s: il paradiso delle birre, raccontato da Fiona Monni

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Oggi siamo a Cagliari nel leggendario Brinkhoff’s a fare una bella chiacchierata con la sua titolare e publican Fiona Monni: una delle donne della birra che in Italia ha fatto storia. Noi del Giornale siamo immensamente felici di poter intervistarla per voi. Fiona ci racconta in dettaglio la sua storia, quella di Brinkhoff’s e delle persone che la compongono. Brinkhoff’s l’ha vista crescere come persona e professionista. Il suo lavoro negli anni è diventato la sua passione e oggi la birra nel suo locale ha una valenza particolare.

Una volta a Cagliari, non fatevi scappare questo paradiso delle birre, segnatevi Brinkhoff’s, come meta da visitare!

Vi lasciamo ora in compagnia di Fiona che sicuramente vi conquisterà per sempre.

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Fiona, raccontaci la tua storia: qual è la tua professione e come sei arrivata ad occuparti di birra?

Sono la titolare del Brinkhoff’s Birreria Ristorante Grapperia, locale storico di Cagliari, da 28 anni un punto di riferimento per gli appassionati del mondo della birra.

A Febbraio 2020, durante il Beer & Food Attraction ci è stato consegnato il premio “Accademia della birra”, un importante riconoscimento per i migliori 40 locali italiani, selezionati tra 600 candidati, conferitoci da una giuria di esperti della rivista “Il mondo della birra”.

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Il mese scorso, per il 4° anno di fila, ci è stata assegnata la targa “Club Chimay – locale autorizzato in Italia” (due i locali autorizzati in tutta la Sardegna), poiché serviamo alla spina e in bottiglia tutte le referenze prodotte dall’Abbazia di Notre-Dame de Scourmont, autentica birra trappista belga di Vallonia, rispettando rigorosamente tutte le regole di servizio richieste ad una birreria specializzata per essere insignita di tale riconoscimento.

Il progetto “Brinkhoff’s”: com’è nata l’idea? Quali sono le sue peculiarità? Dove si trova il locale? Chi sono le persone che lavorano e ti sostengono in questo progetto? 

Il Brinkhoff’s è un progetto che nasce da un’idea di Manuela, mia madre, e di Michele, il suo compagno, che nel lontano 1992 decisero di creare una birreria in perfetto stile bavarese, con un’ampia selezione di birre speciali alla spina e in bottiglia, tra cui i grandi classici della scuola brassicola tedesca e belga oltre che tante specialità provenienti da tutto il mondo. Io, all’epoca appena diciottenne, partecipai entusiasta al progetto di famiglia, schierata da subito in prima linea, entusiasta di essere la titolare di un locale notturno, diventato in breve tempo uno dei locali più frequentati della città.

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L’intento del progetto era quello di ricreare simbolicamente il calore della tipica stube tedesca tipica dei masi di montagna. La stube è l’ambiente più caldo della casa, dove si trova la stufa, ed è la stanza esposta al sud in modo tale da sfruttare al massimo il calore e la luce del sole nei mesi invernali. Predominante è il legno che conferisce un’atmosfera accogliente e calda nell’ambiente in cui si svolge la vita dell’intera famiglia. La stube è il cuore della convivialità familiare, il luogo dove si consumano i pasti e si svolgono le interazioni familiari. Ispirandoci all’idea della stube abbiamo ricreato un ambiente caldo e familiare, dove i sorrisi e l’accoglienza sono di casa.

Il nome commerciale del nostro locale, Brinkhoff’s, è il nome di una famosa birra tedesca: la birra Brinkhoff’s N°1, nata oltre 750 anni fa ad opera del mastro birraio Fritz Brinkhoff, la N°1 tra le Pils di Dortmund: una Pils di alta qualità, prodotta ancora oggi secondo la ricetta originale. Trattandosi di un marchio registrato, per poterlo utilizzare come nome del nostro locale, chiedemmo ad Antonio Chiodini, che, all’epoca, era il responsabile della distribuzione del marchio Brinkhoff’s in Italia, l’autorizzazione. Chiodini contattò direttamente il birrificio Brinkhoff’s in Germania, inviandogli le foto del nostro locale, e loro con piacere accolsero la nostra richiesta. Dal giorno dell’apertura la birra Brinkhoff’s N°1 ha sempre una via dedicata nel nostro impianto alla spina.

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.Il nostro locale si trova a Cagliari, al Quartiere del Sole, quartiere residenziale non lontano dalla spiaggia il Poetto, in uno stabile commerciale al primo piano, lontano dalla movida cittadina. I clienti affezionati ci definiscono “un tesoro nascosto”. Un cliente storico, qualche tempo fa, ci disse: Ogni volta che varco la soglia del Brinkhoff’s mi catapulto in un mondo magico: il paradiso delle birre sulla terra”.

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La sala interna è arredata in stile bavarese, e mantiene gli stessi arredi dall’anno dell’apertura. Sono tanti i quadri e gli oggetti particolari, aumentati pian piano negli anni, che raccontano la storia del Brinkhoff’s, tra cui una collezione di telefoni colorati vintage, che incantano i nuovi avventori.

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Abbiamo la fortuna di avere una bellissima terrazza all’aperto, circondata da piante e fiori di cui ci prendiamo cura personalmente, con tanto amore.

Oltre me, Manuela e Michele, un membro fondamentale del nostro staff è Gianni, nostro fedele collaboratore dal 1994. Per il fine settimana, le festività e la stagione estiva ci avvaliamo di collaboratori part-time, e da oltre un anno la nostra collaboratrice fissa è Valentina, simpatica e volenterosa, ma soprattutto amante delle birre.

Una nota di merito va a Stefano, il mio compagno, appassionato conoscitore del mondo brassicolo e vitivinicolo, che mi supporta, aiutandomi ad essere sempre autocritica per dare il meglio di me stessa in tutto ciò che faccio.

La nostra cucina offre sempre prodotti di qualità: i salumi e i formaggi selezionati, le succulente carni arrosto, gli hamburger preparati da Michele, le specialità bavaresi, i deliziosi dessert della casa.

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È disponibile tra le nostre proposte una ricercata selezione di grappe, distillati e liquori alla frutta.

Uno dei nostri punti di forza è quello di aver mantenuto negli anni il nostro stile vintage, ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro. Il nostro intento è sempre stato quello di tenere in vita, non un locale alla moda, bensì un locale accogliente e familiare, destinato a durare nel tempo. Il Brinkhoff’s è da sempre un porto sicuro, nel quale, chiunque entri si sente a casa.

 

Che tipo di birre avete in offerta? Secondo quali criteri fate le selezioni? Chi sono i vostri clienti e che approccio hanno verso la birra artigianale?

Da noi tradizione e innovazione si intrecciano per offrire una accurata selezione di birre: 6 alla spina (solitamente 4 fisse e 2 a rotazione), dalle 120 alle 150 etichette sia in bottiglia che in lattina, tra cui le intramontabili birre tradizionali che hanno fatto la storia, le migliori birre artigianali e le specialità brassicole provenienti da tutto il mondo, sempre in continuo aggiornamento.

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Mi occupo personalmente della scelta delle birre, mettendo a disposizione per i nostri avventori, le migliori etichette che abbracciano la maggior parte degli stili birrari esistenti per accontentare tutti i palati, anche i più esigenti.

Principalmente il nostro fornitore di fiducia è Giorgio Parziale di Hoptima Commerciale, azienda di importazione e distribuzione di birre artigianali e di qualità. Giorgio è un grande conoscitore ed appassionato del mondo brassicolo, un figlio d’arte, come me, che partendo dalla gavetta, è cresciuto professionalmente, con tenacia, diventato uno dei miglior professionisti del settore in Sardegna. Ci lega una collaborazione, oltre che un’amicizia, che dura da tantissimi anni, fondata sul rispetto reciproco e la passione per le buone birre.

Da qualche anno collaboriamo anche con Efisio Cardia Commerciale. Efisio è importatore di ottime birre speciali, un professionista serio e competente, per cui nutro una profonda stima.

Tra le nostre proposte brassicole numerosi i birrifici artigianali sardi (Birrificio Isola, Mezzavia, Barley…) e nazionali (Birrificio dei Castelli, Elav, Free Lions, Lambrate, Birrificio del Ducato, Birrificio Italiano, L’Olmaia, Birrificio della Granda, Canediguerra, Extraomnes, CR/AK, Foglie D’Erba, Brewfist, Eastside, La Villana, The Wall…), gli intramontabili birrifici del Belgio (Chimay, De Halve Mann, Brasserie Dubuisson, Van Steenberge, Omer Vander Ghinste, Gouden Carolus, Corsendonk, Lupulus, Brasserie Bosteels, Lindemans, 3 Fonteinen, Oude Beersel, Cantillon, Rodenbach, Duchesse de Bourgogne…), i birrifici classici della Germania (Brinkhoff’s, Hacker-Pschorr, Ayinger, Augustiner, Schlenkerla, Leikeim, Kloster Scheyern, Paulaner, Schneider…), della Svizzera (Appenzeller), dell’Austria (Schloss Eggenberg), dei Paesi Passi (Jopen), della Finlandia (The Flying Dutchman), del Regno Unito (Brewdog, O’hara’s,, Fuller’s, Tynt Meadow, Tini Rebel, Meantime, Guinness, Kernel…), degli Stati Uniti (Founders, Avery, Cigar City, Spencer, Oskar Blues, Great Divide, Deschutes…) e tante le specialità provenienti dai birrifici del resto del mondo

Essendo un’azienda a conduzione familiare, abbracciamo più generazioni di clienti, per essere precisi abbiamo una clientela che va dai 0 ai 110 anni. La maggior parte dei nostri clienti, anche i nuovi avventori solitamente si affidano alle nostre competenze per la scelta delle birre. Anche i più tradizionalisti sono disposti ad assaggiare stili di birre differenti rispetto ai loro preferiti. Buona parte dei nostri avventori sperimentano con piacere le specialità brassicole artigianali, da noi sempre in continuo aggiornamento.

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Come vedi la situazione dei birrifici italiani oggi?

A causa del Covid-19 la situazione economica italiana è diventata piuttosto drammatica. Anche per noi che siamo un locale storico, con una clientela fidelizzata, sempre incrementata da nuovi avventori, la situazione è diventata difficoltosa. A seguito delle restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm in vigore, abbiamo dovuto stravolgere completamente i nostri orari di servizio: da locale notturno che lavorava dalle 20:00 fino a tarda notte (spesso chiudevamo alle 5 del mattino), ci siamo reinventati diventando un locale diurno, aprendo tutti i giorni dalle 12:00 alle 18:00. Cerchiamo di svolgere il nostro lavoro al meglio, garantendo ai nostri clienti il massimo dell’attenzione, della pulizia e dell’igienizzazione, rispettando scrupolosamente tutte le norme anti Covid, ma, nonostante ciò, gli incassi sono notevolmente diminuiti.

Purtroppo è così per tutti i professionisti del settore ed è inevitabilmente un danno economico che riduce il fatturato di noi publican e di conseguenza di tutta la filiera brassicola, quali importatori, distributori e i birrifici artigianali.

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo scelto di mantenere la qualità sempre al top, perciò abbiamo momentaneamente ridotto il quantitativo delle referenze brassicole proposte, per offrire sempre un prodotto in forma, conservato alle giuste temperature.

Abbiamo adottato la stessa politica per la gestione delle proposte gastronomiche, riducendo il menù, per continuare ad offrire ai nostri clienti prodotti di qualità.

Nonostante le difficoltà, grazie all’ottimismo che ci accompagna anche nelle situazioni più drammatiche, stiamo assaporando questa nuova opportunità di vivere il Brinkhoff’s durante il giorno, tanto che, quando finirà l’emergenza sanitaria, lavoreremo non solo la sera, ma apriremo comunque anche per il pranzo.

Noi teniamo duro e speriamo di uscirne vincenti.

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In quanto donna, come ti senti nel mondo della birra? Quali sono i tuoi piani per il futuro?

 

Il mondo delle birre è la mia passione e circondata dalle mie birre mi sento una regina. Una delle mie più grandi soddisfazioni è che la maggior parte dei clienti del Brinkhoff’s si affidano a me per la scelta delle birre.

Negli anni ’90, appena aperto il locale, non avevo una cultura birraria. Nonostante tutti mi considerassero una brava venditrice, con una dote innata per il commercio, in brevissimo tempo mi accorsi che non mi bastava sapere che, quelle che vendevo, erano ottime birre: avevo bisogno di conoscere tutte le informazioni relative ad ogni singola birra da proporre ai miei clienti. Iniziai così il mio percorso di formazione, inizialmente da autodidatta, poiché a quei tempi non c’erano i corsi di formazione che sono disponibili oggi, e neppure i manuali da cui poter studiare. Sono passati tanti anni e continuo a studiare incessantemente, tenendomi sempre aggiornata, frequentando tutti i corsi di formazione che reputo validi per ampliare le mie competenze a 360°. Non ho mai avuto la presunzione di pensare di essere arrivata, la convinzione di sapere tutto, perché ci sarà sempre qualcuno più competente di me. Il lavoro del publican è un percorso professionale in continua evoluzione e per crescere bisogna essere umili e lavorare sodo, con passione e dedizione, con il cuore in alto e i piedi per terra.

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Per concludere ci puoi dire qual è la tua birra preferita e perché?

Per me è sempre difficile rispondere a quest’ultima domanda, ogni volta che mi viene posta. Ad oggi ci sono talmente tante birre che mi piacciono, che ho difficoltà a sceglierne esclusivamente una, come la mia preferita in assoluto. Con certezza, però, ti posso dire che, quando mi accingo a bere una birra, la scelgo in base al mio stato d’animo, e adesso, dopo che ti ho raccontato un po’ della mia storia, del mio lavoro, che è la mia più grande passione, dopo averti aperto la porta d’ingresso del mio mondo, ho deciso che mi stapperò una deliziosa Chimay Blue Grande Reserve, edizione 2020, rifermentata nelle barriques di Armagnac. All’olfatto sprigiona un delizioso profumo di vaniglia, con sentori di caramello e cioccolata che si intrecciano alle note legnose con un leggero tocco di armagnac. Al palato un perfetto equilibrio in cui predominano gli aromi fruttati. Intensa e avvolgente, come un abbraccio, nel retrogusto un valzer tra il tannino del legno e i sapori più dolci del malto.

La Chimay Blue è una birra a cui sono legata sentimentalmente, e, ogni volta che la bevo, chiudo gli occhi e, nella mia mente, mi ritrovo a camminare nel giardino dell’Abbazia di Notre-Dame de Scourmont, sentendo quei profumi che mi ricordano quella sensazione di serenità e commozione, che mi è rimasta nel cuore, dal giorno della mia visita al monastero trappista.

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Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.