Numero 29/2020

13 Luglio 2020

RUBY BEER LOVER: scopri l’emozione di una corretta degustazione!

RUBY BEER LOVER: scopri l’emozione di una corretta degustazione!

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Mai dire mai: solo qualche anno fa Chiara Rubinato, la nostra protagonista di oggi, non poteva assolutamente immaginare dove l’avrebbe potuto portare la sua passione per la cucina e la scoperta della birra artigianale.  Come spesso accade con la maternità le vite di noi mamme spesso prendono delle pieghe ben diverse da quelle che potevamo immaginare, ma la forza delle donne sta anche nella capacità di riadattarsi, acquisire nuove competenze e ricominciare più determinate che mai.

Chiara, alias Ruby Beer Lover come ama farsi chiamare per via del suo cognome e l’amore per la birra artigianale, è una beer sommelier che pur seguendo le classiche schede della degustazione sa farti emozionare: con i suoi racconti ti porta direttamente alla fonte, lì dove la bevanda nasce, cresce ed evolve. Ogni sorso in compagnia della nostra Ruby Beer Lover è una nuova scoperta!

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Chiara, raccontaci la tua storia: qual è il tuo mestiere e come sei arrivata ad occuparti di birra nel tuo percorso professionale?

Da consulente finanziaria a beer sommelier…. Se mi avessero detto che sarebbe successo non ci avrei creduto e mi sarei fatta una risata!

Circa sette anni fa dopo 16 di carriera ho lasciato il mio lavoro per crescere i miei figli, dedicando loro tutta me stessa. Doveva essere una pausa temporanea, ma come spesso accade, la vita riserva inaspettate sorprese. Così, pur mantenendo l’iscrizione all’Albo professionale dei consulenti finanziari e collaborando con mio marito, anch’egli consulente, i miei interessi si sono spostati verso altre cose, quelle che fanno le mamme: colloqui con i docenti, compiti, taxi, spesa e CUCINA …..quanto cucinano le mamme!!!!

Ecco come ho scoperto che amo cucinare e sperimentare ai fornelli! E proprio per questo motivo ho partecipato alla presentazione dei corsi professionali dell’Accademia Dieffe di Noventa Padovana. L’intento era quello di migliorare e approfondire temi legati alla cucina, ma poi alla presentazione del corso beer sommelier è nata la passione: volevo conoscere e capire tutto di questo nuovo caleidoscopico mondo fatto di stili, colori, aromi, sapori, e abbinamenti con il cibo. Sono partita per un’avventura che sarebbe durata 600 ore di cui 240 da spendere in stage aziendali.

Ed eccomi all’inizio di una nuova avventura lavorativa con la maturità e la consapevolezza che le mie esperienze precedenti saranno un punto di partenza indispensabile e importantissimo.

Se per anni ho saputo consigliare ai miei clienti la miglior soluzione finanziaria o di investimento per centrare un obiettivo di spesa futura o per tutelare la persona, la famiglia o la propria attività, oggi ho acquisito le competenze necessarie per consigliare come rendere l’assaggio di una birra artigianale un’esperienza speciale e forse, spero, indimenticabile.

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Ci puoi raccontare i tuoi progetti nel campo della birra e del tuo legame con l’Associazione “Le Donne della Birra”?

Ho intercettato l’associazione Le Donne della Birra in autonomia, non sono stata “reclutata! Ero certa che esistesse un “posto” dove le donne potessero ritrovarsi e infatti……una realtà poliedrica fatta di tante appassionate e molte professioniste del settore che con le loro diverse, ma complementari, competenze creano interessanti sinergie.

È il volto femminile del fare, conoscere e bere birra, dove non è necessario avere lo schermo sintonizzato sulla partita di calcio e dove si uniscono passione, professionalità e sensibilità.

Ho l’onore di rappresentare la mia regione, come ambasciatrice per il Veneto, e spero sia l’occasione per diffondere un po’ di cultura della birra, l’amore per la sua storia e millenaria tradizione, per far scoprire a più persone possibile l’emozione di una corretta degustazione. Insomma riuscirò ad accendere qualche scintilla come è successo a me!

Anche i miei progetti lavorativi sono legati alla diffusione della cultura e della storia della birra e del migliore abbinamento con il cibo, proprio come fanno i sommelier del vino! Ma non posso dire di più per il momento….

In quanto donna e professionista, secondo te come è vista oggi una donna professionista nel mondo birrario? Ci sono dei cambiamenti rispetto al passato?

Personalmente non ho mai fatto molta distinzione di sesso, ho lavorato per anni nell’ambiente della consulenza finanziaria, dove tra i colleghi il rapporto uomo-donna era più o meno 100 a 1. Ma appunto si tratta solo di questioni numeriche e non qualitative. Credo sia lo stesso oggi nel mondo birrario. Rispetto al passato direi che è in crescita la presenza delle donne anche perché sono nate nuove figure professionali, tipo il beer sommelier. Certo un tocco di eleganza e sensibilità femminile non può che fare bene! Uomo e donna guardano spesso la stessa realtà filtrandola attraverso una lente di diverso colore e gradazione, vediamo le stesse cose in modo differente: è una grande ricchezza!

Come vedi il fenomeno craft beer in Italia? Quali sono gli aspetti positivi di quello che è stato fatto fino ad ora e cosa manca nella tua visione?

Craft beer in Italia: un FENOMENO davvero!!! Una quantità enorme di micro produttori, sembra di essere al tempo dei feudi e delle Signorie, ogni paesello il suo produttore: questa crescita esponenziale nel numero non trova però uguale riscontro nel consumo. Facendo un parallelo con la mia precedente professione nei primissimi anni del 2000 fare il consulente finanziario andava molto di moda, tutto il mercato era in grande fermento, fusioni/acquisizioni bancarie senza precedenti, lo sbarco di banche estere in Italia, privatizzazioni di aziende con relativa vendita di azioni ai piccoli risparmiatori, esodo di direttori e funzionari dalle banche con relativa impennata degli iscritti all’Albo professionale dei Consulenti.

A distanza di 10-15 anni, complice una delle più pesanti crisi finanziarie mondiali, tutto il fenomeno ha preso una dimensione più contenuta, e oggi fare questo mestiere richiede competenze e requisiti molto più stringenti di un tempo.

Credo che nel mercato della birra artigianale stia succedendo qualcosa di molto simile, ma sono convinta che la grande crescita dia la possibilità di fare buona selezione. Inoltre mi sento di dire che oggi i mastri birrai sono mediamente persone formate e molto competenti: studiano, producono e sperimentano facendo tesoro di tutto il know-how già acquisito.

Questa crescita esponenziale nel numero non trova però uguale riscontro nel consumo. Credo che sia necessario interrogarsi sul fronte della comunicazione. Altrimenti io non mi spiego questa incongruenza: noi italiani siamo conoscitori del buongusto, con papille gustative ancestralmente programmate per riconoscere armonia, equilibrio ed emozione nel gusto, magari non beviamo molta birra …..ma possibile che in fatto di birra scegliamo di bere il peggio che c’è sul mercato? Prodotti qualitativamente scarsi e “morti”?

Manca una comunicazione che riguardi la birra artigianale in generale non il singolo brand ma il concetto di prodotto creato dagli artigiani, esattamente come il sarto fa abiti che per tessuto e fattura hanno qualità superiori rispetto a ciò che compri nei grandi magazzini.

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Quali aspetti della birra cerchi di far risaltare nelle tue degustazioni?

Nelle mie degustazioni privilegio sempre l’emozione, e sebbene io segua il fil-rouge delle schede di degustazione secondo il BJCP amo raccontare sempre la storia dello stile o del birrificio, magari anche dei dettagli sul birraio che quella birra l’ha “partorita”. Se posso faccio annusare erbe aromatiche, spezie, cibi perché questo ci abitua a cercare nella memoria esperienze olfattive che abbiamo vissuto e possono rievocare un’emozione. Cerco di coinvolgere i partecipanti invitandoli ad usare tutti i 5 sensi per creare un’esperienza totalizzante.

Infine cerco sempre di abbinare del cibo, anche una pietanza semplice, una bruschetta o magari un dolce, perché dall’unione di cibo e birra si possono creare incredibili alchimie!!! Sono convinta che questo sia il compito principale del sommelier.

Quale è la tua birra preferita e perché?

La mia birra preferita???Amo le Russian Imperial Stout, birre complesse, forti, e molto aromatiche con note di cioccolato, caffè, liquirizia, frutta secca, frutta disidratata sotto spirito….

Da qualche tempo però sto scoprendo le IGA, lo stile tutto italiano che il mondo intero ci riconosce, unione di birra e uva, un mondo affascinante dove ritrovo l’essenza della nostra tradizione vinicola in un matrimonio, dalla relazione a volta complessa, con la creatività tutta italiana dei nostri mastri birrai e birraie.

Quindi approfitto di questa sede e lancio un appello ai birrai che producono IGA: datemi la possibilità e l’onore di degustare per voi e con voi le vostre creazioni!

Per maggior informazioni: https://www.facebook.com/BeerSommelierChiaraRubinato/

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Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.