Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 03/2019

17 Gennaio 2019

The streets of BEERtinoro

The streets of BEERtinoro

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Ragazze e ragazzi, se pensavate che gli uomini romantici, quelli con certi valori, siano spariti, vi state sbagliando: infatti li abbiamo trovati vicino a Forlì… a BEERtinoro! Alessandro, Luca e Raffaele vestono i panni dei tre moschettieri e lottano giorno dopo giorno per difendere la loro amata birra artigianale! Un racconto e consigli sinceri per tutti i fan della craft beer e quelli che timidamente si stanno avvicinando.

BEERtinoro, chi siete e come nasce la vostra idea?
Per prima cosa grazie per l’intervista. La nostra passione per la birra artigianale è nata molti anni fa: come tanti abbiamo iniziato facendo birra in casa col sogno di inventare la ricetta perfetta. Con la maturità abbiamo accantonato, per il momento, i nostri sogni di gloria per concentrarci sul mondo della distribuzione e così abbiamo costituito la nostra piccola società, la BEERtinoro. Per molti questo lavoro potrebbe sembrare solo un “vendere”, ma per noi invece è qualcosa di più: la passione, l’aver prodotto noi stessi birra, la voglia di ricercare e di assaggiare ci ha insegnato tanto nello scegliere chi rappresentare. Valutiamo attentamente tante componenti dei birrifici. Proviamo tutto quello che hanno in gamma, ma soprattutto cerchiamo di instaurare un rapporto umano con i birrai: conoscendoli di persona si può comprendere meglio cosa vogliono trasmettere al consumatore con le loro birre. Concedimi un po’ di romanticismo… nelle persone che incontro nel mio lavoro cerco l’entusiasmo e la volontà di emozionare; se non ci credessi veramente sarebbe meglio che andassi a vendere gazzose.

 

Alessandro Bravaccini, Luca Baldacci, Raffaele Deriu.

 

Cosa è BEERtinoro, che tipo di servizi offrite, chi sono i vostri clienti?
BEERtinoro ci rappresenta, è figlia di una vecchia amicizia che io e Luca ogni giorno rafforziamo col nostro impegno e complicità. Come ti dicevo vogliamo proporre solo quello che ci piace trattandolo con cura e grande attenzione. Ricerca, selezione, conservazione e puntualità sono i nostri quattro punti cardinali che cerchiamo sempre di seguire “ogni benedetto giorno” di lavoro. Cerchiamo di accompagnare il più possibile i nostri clienti nelle scelte per riuscire a soddisfare le loro esigenze e i loro “bevitori”. I nostri clienti sono Pub, Beershop, ma anche locali e bar che vogliono avvicinarsi alla Birra Artigianale con la consapevolezza che quello che gli offriamo è di qualità. Cerchiamo di essere presenti anche con mescita in più eventi possibili della nostra zona che è la Romagna. Partecipare a queste manifestazioni mi piace perché entro in contatto anche con persone che non conoscono molto il mondo Craft e raccontarglielo mi fa sentire un po’ profeta.

In quale modo fate le selezioni dei vostri prodotti?
Quando siamo partiti avevamo una buona dose di coraggio, voglia di crescere e, voglio essere sincero, abbiamo avuto anche un po’ di culo. Mi piace ricordare il nostro primo birrificio, l’Altotevere, al quale dedicammo tutti noi stessi e non perché era l’unico. Anche oggi, come allora, a tutti offriamo la stessa voglia di fare e la nostra “sincerità”. Se fai bene il tuo lavoro la voce si sparge in fretta…
Mi piace sottolineare che le nostre scelte seguono sempre un unico denominatore “persone con passione e prodotti di qualità”. Siamo molto attenti alle novità e a tutte le tipologie di prodotti che potrebbero diversificare la nostra offerta come le birre Gluten Free, quelle con ingredienti biologici ed anche da agricoltura “biodinamica” che abbiamo imparato a conoscere dopo aver incontrato Umberto Sinigaglia.

 

 

Come vedete il mondo della Craft Beer in Italia?
Craft Beer in Italia… produzione e mercato? Una volta ci diedero un consiglio che può valere per tutti gli attori di questa grande famiglia: “Il mondo Craft corre in fretta e nella direzione giusta si spera.
Mettete nel lavoro tutta la vostra passione, fantasia e professionalità perché questo vi distinguerà.
Nelle decisioni siate molto attenti perché in cielo volano molti più avvoltoi rispetto a qualche anno fa. I numeri sono e saranno sempre importanti, ma credere nelle piccole realtà è bello perché si cresce in due.” Il nostro numero è 338…. no dai scherzo. VLB, Viva La Birra, artigianale ovviamente.

Quanto è importante secondo voi seguire la filiera di produzione (dal campo al tavolo) per un produttore artigianale di birra?
È molto importante, tanto difficile, ma necessario. Curare l’intera filiera necessita un grande impegno e ricerca da parte del produttore, ma serve anche la dedizione e onestà del distributore per mantenere la freschezza e qualità del prodotto. Quando da consumatore bevo e mi accorgo che la birra “non è in forma” mi piange il cuore perché so che qualcosa è stato sottovalutato. L’ingrediente non adeguato, qualcosa andato storto in fase di produzione, la catena del freddo non rispettata durante le operazioni di stoccaggio e conservazione o la consegna mal gestita… basta solo uno di questi errori per mettere in discussione la professionalità dei protagonisti della birra artigianale. Ci vuole impegno e onestà da parte di tutti. Io e Luca abbiamo avuto molti ruoli ed esperienze. Siamo stati “grandi” consumatori, homebrewer: Luca ha lavorato in un birrificio, una volta ha prodotto una sua birra, facciamo distribuzione ed ora abbiamo anche aperto un nostro locale.
“Riempiamo i bicchieri” e li serviamo con la birra che rappresentiamo, mettendoci quindi direttamente la faccia, se qualcosa non va la colpa è solo nostra. In zona la concorrenza è tanta ed è vitale curare la clientela e non sbagliare.

 

 

Parlando di cibo e birra, come associate questi prodotti?
Mi fa piacere parlare di questo argomento perché stiamo cercando di far crescere la coscienza che la Birra Artigianale può essere servita a fianco di un piatto, anche gourmet, senza sfigurare, anzi spesso aggiungendo qualcosa. Abbiamo realizzato molti eventi in ristoranti di rilievo, per promuovere questa idea, coinvolgendo associazioni, amici ed esperti senza i quali sarebbe stato difficile concretizzarli. Con l’apertura di Beer Street, il nuovo locale di BEERtinoro che accennavo prima, tenteremo di costruire un’opportunità per soddisfare la curiosità, una base operativa per chi vuole collaborare con noi, una Free Zone per sperimentare ed insegnare. Cercheremo di farlo non solo gastronomicamente. Vogliamo avere una visione più ampia di quello che può essere associato alla cultura birraria. La musica, l’arte, corsi di cucina, concorsi con gli homebrewer per onorare le nostre origini… insomma tante idee e ho dovuto scriverle per ricordarmele tutte, credimi la lista è lunga. Incrocio le dita e speriamo di poterle realizzare. Voglio cogliere l’occasione anche per dare il benvenuto in famiglia a Raffaele un amico che ha deciso di entrare in società con noi… lo aspetta tanta fatica, ma anche tante soddisfazioni. Siamo diventati i tre moschettieri di BEERtinoro, uno per tutti e tutti per uno.
Vorrei concludere, dice Alessandro, con un messaggio ai giovani: “Ragazzi non fermatevi davanti all’euro di differenza che c’è tra una birra industriale e una artigianale, scegliete la qualità” Con l’età sto diventando troppo saggio, è meglio berci su…

Per maggior informazioni su BEERtinoro: www.beertinoro.it

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Lina Zadorojneac
Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.