Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
13 dicembre 2013

Della freschezza e dell’invecchiamento della birra

Della freschezza e dell’invecchiamento della birra

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La birra, come il vino, continua ad evolversi una volta confezionata. Anzi, il periodo di affinamento in fusto, lattina o bottiglia è un elemento di assoluta importanza per permettere al consumatore finale di godere a pieno dell’espressione organolettica della bevanda.
Su ogni etichetta è indicato il “termine minimo di conservazione”, ovvero il periodo entro il quale il produttore garantisce il mantenimento delle caratteristiche qualitative ottimali della birra.  Corrisponde a quello che tecnicamente si definisce periodo di stabilità, ovvero l’intervallo di tempo che passa fra il confezionamento della birra e l’alterazione della sua qualità organolettica.

 

 

Però è necessario effettuare considerazioni più specifiche.

La birra va consumata fresca, il più presto possibile dopo l’uscita dallo stabilimento di produzione, infatti, è in questo momento che la bevanda presenta le sue proprietà sensoriali migliori. La bevanda perde  poi progressivamente i suoi pregi organolettici e deve perciò essere bevuta il prima possibile. La birra migliore, quindi, è sempre quella più recente. Per quanto riguarda la sicurezza sanitaria, la si può considerare  illimitata, dato che la birra non è un substrato idoneo allo sviluppo di batteri patogeni.

 

Le uniche eccezioni a questa regola sono le birre da invecchiamento. Si tratta di tipologie particolarmente alcoliche e luppolate, tanto da sopportare il peso degli anni: non filtrate e non pastorizzate, sono in grado di evolvere nel tempo esattamente come un buon vino. Di solito raggiungono l’apice della maturazione entro cinque anni, ma talvolta possono arrivare anche a venticinque. Spesso sono distinguibili perché riportano l’anno di produzione sull’etichetta.
Chi avesse intenzione di creare una propria cantina di invecchiamento deve rispettare alcune semplici regole:

  • la conservazione deve avvenire in luogo buio e con temperatura fresca e stabile (evitare il frigorifero);

 

 

  • le bottiglie con il tappo di sughero vanno mantenute in posizione orizzontale, leggermente inclinate in avanti, per mantenere l’uniforme bagnatura della chiusura ed evitare perdite di tenuta;
  • le bottiglie con tappo a corona vanno stoccate in posizione verticale per ridurre il rischio di ossidazione.

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso “Mastro birraio” di Torino) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, da qualche mese ho avviato un mio blog dedicato al vino
www.enologoin500.it, nel quale racconto dei vini, delle cantine e dei magnifici luoghi di Langhe e Roero, in cui ho il privilegio di vivere, in compagnia della mia vecchia Fiat 500 L gialla!