Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
16 dicembre 2013

I gioielli di Westvleteren

I gioielli di Westvleteren

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Le birre prodotte dall’abbazia di San Sisto fino a poco tempo fa venivano vendute solamente a Westvleteren con un rigido protocollo. La merce doveva essere prenotata via fax o telefono, a seconda della disponibilità del momento, contattando l’abbazia con un numero di telefono non anonimo, l’acquisto poteva essere fatto solamente da privati che si impegnavano a non rivendere le bottiglie a terzi. Le birre erano vendute solamente a casse di 24 bottiglie e il ritiro doveva essere effettuato solamente presso l’abbazia.

 

Le classiche casse di bottiglie di birra dell’Abbazia di San Sisto.

 Occorreva fornire anche un numero di targa del veicolo con cui si effettuava il ritiro della merce. Lo stesso numero di targa e lo stesso numero telefonico non potevano effettuare altri ordini per i seguenti 60 giorni. I vuoti sono a rendere e le casse in legno che contengono le bottiglie, tutte da 33 cl., hanno un costo di 12 euro, ma per i collezionisti valgono molto di più! Negli ultimi periodi però l’abbazia, complice il bisogno di reperire nuovi fondi per ammodernare le strutture, ha stretto accordi con alcuni distributori commerciali in modo da rendere più facile la reperibilità dei loro prodotti.
In ogni caso se non volete fare tutta la trafila per ottenere le tanto agognate birre, potrete degustare le birre dell’abbazia nell’unico locale al mondo autorizzato alla mescita delle trappiste di Westvleteren: nei pressi delle strutture monastiche sorge il In de Vrede, anonimo locale che serve alla perfezione tutte le specialità brassicole di San Sisto. Purtroppo la poca reperibilità e la ricerca spasmodica di queste birre ha fatto sviluppare un mercato parallelo, sia su internet che in beershop così molti acquistano queste birre direttamente dall’abbazia ma le rivendono a terzi a prezzi esorbitanti.

 

Le birre dell’Abbazia di San Sisto servite nella loro coppa trappista.

L’abbazia produce tre tipi di birra differenti contraddistinte da un numero, che non indica la gradazione alcolica, ma la densità del mosto prima della fermentazione secondo un’antica scala molto comune in Belgio. Le bottiglie non presentano alcuna etichetta e si differenziano solo dal colore del tappo. La produzione annua di tutte le tipologie di birra è inferiore a 5000 hl.

La 6 o altrimenti detta Blond, è ovviamente una birra dal colore dorato di 5,8% alc. con una schiuma abbondantissima, molto cremosa e persistente. Al naso è secca e leggermente astringente con piacevoli note di mandorla e fiori. In bocca l’amarognolo dei luppoli si fa sentire con toni erbacei ed è ben bilanciato con le sensazioni dolci dei malti. La persistenza in bocca è lunghissima, e lascia una bocca asciutta e pulita che invoglia a berne ancora. Provate ad abbinare questa fantastica birra ad una zuppa contadina di farro e funghi porcini.

 

I tappi che contraddistinguono le tre birre trappiste.

La 8, è una birra dal colore bruno di 8% alc. e presenta un bellissimo cappello di schiuma molto compatto e persistente. Non avrete bisogno di avvicinare il vostro naso al bicchiere per inalare i suoi profumi potenti, ma mai invadenti, di malti. Le note dolci e di alcool la fanno da padrone esaltando l’artigianalità del prodotto. In bocca la frizzantezza generosa si fa notare subito ma non è mai eccessiva. Note di frutta come arancia e prugne invaderanno la vostra bocca, ma non manca l’acolicità che ricorda qualche morbido brandy. Alla fine in bocca vi rimarrà un piacevole sentore di panificato con un retrogusto  liquoroso. Per questa birra così complessa e gustosa consiglio di abbinarla esclusivamente a formaggi morbidi semi stagionati o stagionati.  Tra le tante opzioni potrete abbinarci una classica feta greca oppure un chèvre francese, ma restando in Italia può reggere il confronto con un blu del Moncenisio.

 

Il moderno birrificio dell’Abbazia di San Sisto.

La 12 è il prodotto di punta dell’abbazia, e possiamo definirla il Santo Graal dei beer-hunter. La produzione è limitatissima e risulta spesso introvabile, e se doveste trovarla il prezzo schizza vertiginosamente verso l’alto. Si presenta con un meraviglioso color mogano, il cappello di schiuma è imponente, persistente di un bel colore beige. Il tenore alcolico è di 10% alc. e si fa sentire subito al naso molto potente, smussato però da note di melassa e di liquirizia. L’esame olfattivo sarebbe di per se già appagante ma le sorprese non finiscono qua. In bocca si rivela morbida e setosa nonostante l’alta alcolicità. E’ un tripudio di sapori con note di cioccolato, cocco, frutta essiccata, caramello e un leggero pepato che si amalgamano alla perfezione. E’ una birra che scalda subito il cuore e molto persistente, adatta per le fredde e uggiose giornate invernali. Se avrete la fortuna di bere questa delizia degustatela da sola, senza alcun abbinamento gastronomico, perché merita di essere apprezzata in tutte le sue molteplici sfumature, vedrete che la vostra mente viaggerà senza freni, non solo per il contenuto alcolico.
La 8 e la 12 possono essere conservate per molto tempo, anche anni, in posizione verticale in luogo buio ad una temperatura di 12-16 gradi. Si degustano alla temperatura di  12-18 gradi rigorosamente in una coppa trappista. La Blond invece si conserva per un minore arco di tempo e può essere bevuta fresca.

Andrea Gattini
Info autore

Andrea Gattini

Sono nato il 23 Novembre 1979 a Carrara (MS) e vivo da sempre ad Avenza una frazione di Carrara. Ho conseguito il diploma di maturità scientifica.

La mia passione per la birra è nata parecchi anni fa. Inizialmente con una collezione di sottobicchieri di ogni marca di birra (ad oggi ne ho più di trecento), ma per motivi di spazio sto rallentando la raccolta. Grazie al gemellaggio pluritrentennale della mia città natale con Ingolstadt in Baviera, visto che ogni fine estate viene organizzata una festa della birra in stile Oktoberfest, questa mia passione non poteva che aumentare. Negli ultimi tempi sto inziando a collezionare bottiglie vuote di birra artigianale e bicchieri da birra. Ho pinte nonic, masskrug sia in vetro che in ceramica, weizenglass, teku, coppe trappiste, tulipani e calici a chiudere.

Con il tempo ho imparato a conoscere ed apprezzare meglio questa antichissima bevanda grazie ad un corso di degustazione a cui ho partecipato. Quando mi è possibile insieme alla mia compagna di vita Francesca partecipo ad eventi Slow Food e mi diletto, ove possibile, a visitare birrifici artigianali sparsi un po’ in tutta Italia. Cerco sempre di inserire nei miei viaggi qualche meta a sfondo birrario.

Non sono un esperto che può esibire certificati, sono semplicemente uno dei tanti consumatori pieno di passione per la birra che non smette mai di imparare e scoprire nuove notizie in ambito birrario e quando può cerca di divulgare il buon bere. Amo molto la cucina e mi piace sperimentare nuovi abbinamenti gastronomici con la birra.

Non sono un homebrewer, la birra preferisco berla!

Mi piace molto leggere libri gialli o thriller, tra i miei autori preferiti ci sono Camilleri, Follet e Malvaldi. Altra vera passione è il calcio, sono tifosissimo della squadra più bella che ci sia al mondo: ovvero la Fiorentina (vi avviso, in questo campo non riesco ad essere molto sportivo). Tra gli sport mi piacciono anche il ciclismo e il basket.

Spero che possiate appassionarvi ai contributi che ho pubblicato e produrrò su giornaledellabirra.it!

Aspetto i vostri suggerimenti e anche le vostre critiche e se avete dei dubbi o curiosità su qualcosa che ho scritto non esitate a contattarti tramite mail!

Prosit!