Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 39/2018

30 settembre 2018

Biscotti alla milk stout, mandorle e cioccolato fondente

Biscotti alla milk stout, mandorle e cioccolato fondente

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Semplicissimi da preparare, i biscotti alla birra stout, mandorle e cioccolato sono uno snack dolce e goloso, a cui è impossibile dire di no. Serviti a fine pasto come dessert o all’ora del tè, al posto dei classici biscotti, si rivelano una valida alternativa che piacerà a tutti, grandi e piccini.

Ingredienti:

  • 150 g mandorle intere già spellate
  • 100 g zucchero semolato
  • mezzo bicchiere  di birra milk stout
  • 80 g cioccolato fondente consentito

 

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Preparazione:
Preriscaldare il forno con la funzione grill. Tagliare ogni mandorla in quattro pezzi con l’aiuto di un coltello, disporle su una teglia da forno e farle cuocere in forno per 5 minuti, finché non saranno dorate.
Sfornare le mandorle e sistemarle su una teglia rivestita di carta da forno. Raccogliere le mandorle in 16 “mucchietti”, aiutandosi con un coppapasta di circa 5 cm di diametro.
Versare la birra in un pentolino, unire lo zucchero, cuocere finché non avrà preso un colore ambrato. Con un cucchiaio, versare il caramello sulle mandorle.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente, metterlo in un sac à poche senza bocchetta e decorare i biscotti di mandorle disegnando una spirale di cioccolato su ognuno.
Riporre i biscotti in frigo e farli rassodare per circa 15 minuti, poi portali a temperatura ambiente e trasferirli in una scatola a chiusura ermetica, fino al momento di servirli.

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Simone Vitti
Info autore

Simone Vitti

Sono un laureando in Scienze della comunicazione alla Sapienza di Roma. La mia passione per le birre artigianali nasce nella mia amata Terracina quando, poco più che diciottenne, nel locale di fiducia arrivano le prime birre “strane”. Tempo di fare due chiacchiere riguardo quelle nuove bottiglie con il gestore del locale, il mitico Mozzarella, e subito la mia curiosità mi porta a provarne qualcuna. Ogni Sabato ormai assaggiavo qualcosa di diverso dalle solite birre, c’erano alcune di importazione belga, altre scozzesi e addirittura alcune di qualche birrificio italiano.
Quando mi trasferisco a Roma per motivi di studio, nel tempo libero, inizio a frequentare diversi beer shop e locali della città potendo così soddisfare la mia curiosità e sete di nuove birre. Mi avvicino sempre più al mondo dell’ artigianale e riesco ad ampliare la mia conoscenza partecipando ai primi festival sempre spalleggiato dal mio prode compagno, già esperto conoscitore della scena brassicola romana, nonché mentore: l’Altone.
Sono anche un grande amante di calcio e basket, che pratico tutt’ora, e in questi anni da studente fuori sede ho maturato una profonda convinzione: sorseggiare una buona birra artigianale mentre si guarda una partita la rende decisamente più bella.
Tra festival, degustazioni e bevute, rigorosamente al bancone, sono riuscito a portare avanti i miei studi e arrivato all’ultimo step universitario decido di coniugare studio e passione: tesi sulla birra artigianale work in progress.