Numero 18/2021

9 Maggio 2021

Frittata di luvertin: ricetta piemontese

Frittata di luvertin: ricetta piemontese

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La frittata di luvertin fa parte dei tipici piatti piemontesi, che si faceva quando con l’arrivo della primavera si raccoglievano appunto i luvertin (in piemontese), cioè il luppolo selvatico oppure l’“asparago selvatico”. I luvertin si possono trovare in pianura sulle rive dei corsi d’acqua, lungo le siepi, ai margini dei boschi, ed è molto comune nell’Italia settentrionale. Un po’ dimenticato nel corso degli anni, il luvertin è stato oggi riscoperto ed è molto ricercato anche per le cucine più raffinate, perché perfetto da consumare durante il cambio di stagione, in quanto ricco di sali minerali e contenente una grande quantità di antiossidanti.

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Ingredienti

  • 200 g luvertin (cime di luppolo selvatico)
  • 4 uova medie
  • 1 cipollotto fresco (o scalogno)
  • 30 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • Sale q.b.
  • Olio evo q.b.

Preparazione

Fate scottare per 5 minuti in acqua bollente salata i luvertin. Scolate e sminuzzate il tutto con un coltello oppure con la semiluna. Dopodiché, sminuzzate anche il cipollotto e rosolatelo a fiamma bassa in un tegame, aggiungete i luvertin, regolate di sale, lasciate cuocere per uno/due minuti. Così facendo, i luvertin perderanno l’acqua in eccesso e prenderanno sapore. Spegnete il fuoco e lasciate ad intiepidire. Sbattete le uova in una ciotola, aggiungete un pizzico di sale, il parmigiano grattugiato e i luvertin con il cipollotto ormai raffreddati. Scaldate una padella antiaderente con un po’ di olio evo e versiate il composto. Fate cuocere la frittata di luvertin per pochi minuti, prima da un lato e poi dall’altro, girandola con l’aiuto di un piatto.

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Servite la frittata ben calda!

Birra in accompagnamento: una IPA dai sentori fruttati e equilibrata tra malto e luppolo.

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Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.