19 Marzo 2014

Lattina: lo scrigno prezioso del liquido d’oro!

Lattina: lo scrigno prezioso del liquido d’oro!

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La lattina è un contenitore molto diffuso per la conservazione e commercializzazione della birra, che ha compiuto oltre duecento compleanni!
La nascita della lattina per uo alimentare risale alle necessità belliche, in particolare si diffuse al seguito dell’esercito di Napoleone Bonaparte, in seguito alla messa a punto dei sistemi di sterilizzazione del contenuto.
Nicolas Appert, cuoco ed inventore francese, fu il primo a mettere a punto il contenitore, proprio per ottimizzare le preparazioni alimentari a lunga conservazione. Il brevetto, però fu registrato attorno al 1810 dall’inglese Peter Durand.

 

La lattina “da bucare”.

I primi modelli di lattina per birra erano “da bucare”, ovvero senza alcun sistema specifico di apertura!
L’impiego per la conservazione della birra si sviluppò grandemente negli anni ’30 grazie alla Continental Can Company, azienda americana, che inventò il  “cone – top”: una versione da stappare, la cui sommità si allungava a cono ed in cima, era chiusa da un tappo a vite.

Esemplare di lattina cone-top.

Nel dopoguerra, più precisamente dagli anni Sessanta si diffuse la lattina flat, molto simile a quella odierna, ma che necessitava ancora di apriscatole. Il tappo ad anello fu ideato agli inizi degli anni ’70:  la prima versione, a strappo, aveva il difetto  di facili schizzi al momento della stappatura. Oggi il sistema di apertura in uso è quello a pressione, che garantisce perfetta tenuta e facile apertura, senza troppi inconvenienti!

 

La moderna lattina flat con apertura a strappo.

Le metodologie di costruzione del corpo cilindrico si sono evolute con i progressi tecnologici permettendo la realizzazione di contenitori robusti e resistenti capaci di mantenere pressioni elevate con solo 13 grammi di alluminio (una normale lattina contenente una bibita gassata da 33 cl). Le più diffuse lattine per  birra sono formate da soli due pezzi: il corpo ed il coperchio, ottenuti per imbutitura. La tipica dimensione della lattina è studiata per minimizzare l’impiego dell’alluminio, per questo le forme e proporzioni, oltre che per esigenze di standardizzazione commerciale (inscatolamento, distributori automatici) tendono ad essere piuttosto simili.

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it