Numero 36/2016

8 Settembre 2016

C’è del luppolo nello stemma del Papa?

C’è del luppolo nello stemma del Papa?

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Nello stemma papale di Francesco c’è un cono di luppolo? Una curiosità balza agli occhi a chi presta attenzione all’araldica e ha a che fare, in particolare, con quella della Chiesa.

Al momento dell’elezione del Pontefice, si svela lo stemma che lo caratterizzerà; in genere è un riadattamento di quello che già portava da Cardinale. Così è andata anche per il Papa argentino che ha, quasi in tutto, conservato ciò che già aveva.

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Lo stemma di Papa Francesco

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Se sì guarda lo stemma, in basso, si nota una stella e una specie di grappolo. Nella versione immediatamente proposta all’elezione del Santo Padre, il “grappolo” sembrava proprio di uva. In seguito furono cambiati alcuni particolari: la stella ha così, oggi, otto e non più cinque punte, e il “grappolo” si è trasformato in qualcosa che assomiglia davvero a un cono di luppolo come se ne vedono in questa stagione. Il suggerimento è corroborato dal colore (giallo oro) che, almeno a chi è dell’ambiente, conduce presto a quel pensiero.

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nardo luppolo

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Pensiero che aveva già avuto in mente qualcuno, attribuendo al simbolo strano proprio un grappolo d’uva. Nella versione definitiva, come già detto, più che il frutto della vite sembra quello del luppolo. Invece, leggendo la spiegazione su www.vatican.va, ogni dubbio è fugato. Non ha niente a che fare con la pianta tanto cara alla birra:

In basso, si trovano la stella e il fiore di nardo.

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nardo fiore

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La stella, secondo l’antica tradizione araldica, simboleggia la Vergine Maria, madre di Cristo e della Chiesa; mentre il fiore di nardo indica San Giuseppe, patrono della Chiesa universale. Nella tradizione iconografica ispanica, infatti, San Giuseppe è raffigurato con un ramo di nardo in mano. Ponendo nel suo scudo tali immagini, il Papa ha inteso esprimere la propria particolare devozione verso la Vergine Santissima e San Giuseppe.

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nardo

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Tra l’altro, si pone in continuità coi suoi predecessori: Giovanni Paolo II aveva scelto come simbolo una M di Maria sotto la croce, e Giuseppe è il nome di battesimo di Benedetto XVI. Resta il fatto che il fiore di nardo nello stemma sembra molto diverso da com’è in realtà (bianco, fiorito sembra quasi un giglio). Quello riprodotto accanto alla stella sta per sbocciare ed è difficile confrontarlo con la versione già fiorita che spesso stringe San Giuseppe nei santini o nelle statue della tradizione. Quindi la suggestione rimane e se a qualcuno venisse in mente di produrre una birra al nardo si ricordi di chi ha scritto quest’articolo.

Dal nardo, infatti, si ricava un olio balsamico usato come incenso, in particolare è aromatico il rizoma che, schiacciato e distillato, dà luogo a un fluido ambrato usato come profumo.

 

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Umberto Pasqui
Info autore

Umberto Pasqui

Nato a Bologna il 19 agosto 1978, vivo da sempre a Forlì dove lavoro come professore. Ho pubblicato racconti, raccolte di racconti, manuali e saggi, molti pubblicati anche su riviste e antologie. Ho conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza e sono dottore summa cum laude in Scienze religiose con specializzazione pedagogico-didattica. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti, ho collaborato e collabo ad oggi con alcune testate locali. Grazie ad alcuni studi condotti, ho contribuito a far rinascere l’antico marchio familiare (dal 1835) della Premiata Fabbrica di Birra Gaetano Pasqui – Forlì®. In tema brassicolo, ho pubblicato “L’uomo della birra” (CartaCanta, 2010) ed ho curato l’antologia di racconti “Dentro la birra” (BraviAutori, 2012). Per saperne di più su di me: www.birrapasqui.blogspot.com