Numero 40/2021

9 Ottobre 2021

Żywiec Browar: storico birrificio polacco

Żywiec Browar: storico birrificio polacco

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Tratto da La birra nel mondo, Volume V, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Żywiec/Polonia
Azienda di nobili origini, nel voivodato della Slesia. Fu fondata nel 1856 dall’arciduca Albrecht Fryderyk d’Asburgo, prendendo come emblema una corona.
Fin al secondo conflitto mondiale era rimasta di proprietà della famiglia Asburgo. Passò quindi allo Stato e, durante il periodo del comunismo, diventò il principale esportatore polacco di birra.
Con la privatizzazione del 1991, venne completamente modernizzata. Poi arrivò la Heineken: comprò, nel 1994, una quota del 25%; nel 1998, il 50%; ma, al 75%, venne bloccata dalla Borsa polacca.

Oggi, insieme a Warka, Elbrewery, Cieszyn e Leżajsk, costituisce il Grupa Żywiec, controllato al 61% dalla Heineken.
Secondo produttore nazionale, continua a esportare più di tutti gli altri birrifici polacchi in Gran Bretagna, Russia, Canada, negli Stati Uniti.
Con la fresca acqua del monte Skrzyczne, propone birre, per lo più lager chiare (con gradazione alcolica dal 5,6 al 9,5%) di elevata qualità.

Żywiec Amerykańskie Pszeniczne, wheat ale di colore dorato pallido e dall’aspetto torbido (g.a. 4,9%). La carbonazione è da media ad alta; la schiuma bianca, enorme, sottile, compatta, cremosa, di pregevole stabilità e aderenza. L’aroma si apre granuloso e dolciastro, moderatamente intenso, con sentori di malto, lievito, banana, caramello, grano umido, erbe, agrumi, fiori, gomma da masticare, pino, frutta tropicale, luppolo, nonché qualche indizio citrico e sottilmente piccante. Il corpo, medio-leggero, ha una consistenza piuttosto acquosa. Anche il gusto si propone con una delicata dolcezza iniziale e malto di grano sullo sfondo; poi subentrano, in progressione, note di un acidulo fruttato, di un lieve piccante e di un amaro appena accennato. Una suggestione sulfurea nel lungo finale, asciutto e pulito, introduce lo sfuggente retrolfatto agrodolce.

Żywiec Białe, witbier di colore giallo molto sfumato e dall’aspetto opalescente (g.a. 4,9%). La carbonazione è piuttosto sostenuta; la schiuma bianca, generosa, sottile, cremosa, abbastanza stabile e aderente. Delicato e granuloso, il bouquet olfattivo propone malto, lievito, grano, pane bianco, esteri fruttati di banana, scorza d’arancia, biscotto, citronella, mele verdi: in un complesso alone speziato a base di zenzero, semi di coriandolo, pepe, chiodi di garofano. Il corpo, da leggero a medio, ha una trama sufficientemente acquosa. Anche il gusto si rivela abbastanza granuloso, nonché dolce, ma solo inizialmente, perché poi subentrano rinfrescanti note di agrumi e di lievito speziato che arrivano al traguardo in una consistenza amara. Il corto finale apporta secchezza e una lieve acidità. Grano, erbe e spezie alimentano le sfuggenti impressioni retrolfattive.

 

Żywiec Jasne Pełne/Beer, premium lager di colore dorato chiaro (g.a. 5,6%). Jasne Pelne significa appunto “lager chiara”. Con una media effervescenza, la schiuma, bianca come la neve, fuoriesce non così abbondante, durevole o aderente, ma fine, soffice e cremosa. L’aroma, granuloso e dolciastro, propone malto, lievito, caramello, miele, pasta di pane, mais, paglia, melone retato, nettarina, in superficie e in sottofondo, agrumi, erbe, luppolo floreale, nonché qualche tocco metallico e terroso, di spezie e di cartone. Il corpo medio tende decisamente al leggero, in una spiccata consistenza acquosa. Malto, biscotto, cereali, lievito, melassa, cartone umido, in sinergia con un’aspra scorza di limone e l’amarognolo secco del rampicante erbaceo, combinano un equilibrio accettabile per un gusto morbido, pulito, fresco. Da parte sua, l’alcol, benché fin troppo evidente, sa essere piacevole accarezzando con delicatezza il palato. Spezie e fieno segnano la breve persistenza del finale; mentre, nello sfuggente retrolfatto, rimangono sensazioni un po’ astringenti di luppolo terroso.

Żywiec Saison, saison di colore arancione dorato e dall’aspetto nebuloso (g.a. 6,5%). La carbonazione è piuttosto vivace; la schiuma biancastra, modesta, alquanto ruvida, cremosa, sufficientemente stabile e aderente. L’aroma, fruttato e speziato di lievito, lascia libera espressione a sentori di mele e agrumi su sfondo lievemente maltato e al discreto calore alcolico. Il corpo, da leggero a medio, si presenta in una buona consistenza acquosa. Il gusto, abbastanza dolce, e con una piccantezza fenolica, si snoda piacevole, rinfrescante, tra note di grano, lievito, pasta, albicocca, pera, infervorate con delicatezza da coriandolo e chiodi di garofano e rinfrescate, insieme, da una dosata acidità agrumata. Nel finale si notano distintamente i segni della fattoria, tra indizi di fiori secchi, erbe aromatiche e un vago funk. Una certa asprezza segna la discreta persistenza del retrolfatto, ma in maniera addirittura gradevole.
Stagionale

Żywiec Bock, dunkel bock di colore marrone rossastro (g.a. 6,5%); un prodotto invernale. Con una modesta effervescenza, la schiuma beige emerge abbondante, spessa, cremosa, sufficientemente durevole e aderente. L’aroma si apre con una certa dolcezza, a base di malto torrefatto, caffè, esteri di frutta scura, zucchero bruciato, cioccolato bianco, sciroppo di agave, prugne secche: il tutto “condito”, da spunti di sherry, luppolo floreale e, alla fine, lievi fenoli morbidi. Il corpo, da medio a pieno, ha una consistenza grassa un po’ appiccicosa. Anche il gusto risulta abbastanza dolce, con zucchero a velo in testa e, a seguire, malti caramellati, sciroppo di fragole, fogliame autunnale, che scorrono a proprio agio ma tenuti ben in equilibrio da note leggermente acide e secche, amare e alcoliche. La docezza etilica del corto finale persiste nel lungo retrolfatto, dove finisce fagocitata da impressioni di rovere ed erbe piccanti.

 

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Antonio Mennella
Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-T – 2020
 La birra nel mondo, Volume V, U-Z– 2021
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.