Numero 41/2018

10 Ottobre 2018

Hope Beer: il birrificio dublinese si svela in Italia in esclusiva da Beergate!

Hope Beer: il birrificio dublinese si svela in Italia in esclusiva da Beergate!

Condividi, stampa o traduci: X

 

È un birrificio ancora poco noto in Italia, ma siamo pronti a scommettere che saprà presto farsi apprezzare su scala più ampia: stiamo parlando di Hope Beer, birrificio dublinese portato in Italia in esclusiva da Beergate. Una storia iniziata nel 2015 e che ora ha portato questa piccola realtà a vincere numerosi premi e a sbarcare nel nostro Paese, con il suo primo viaggio per la rassegna “Mastri Birrai on The Road”: tre giorni e sette incontri in altrettanti locali del Nord Italia, dal 18 al 20 ottobre, per promuovere di persona le loro birre. A raccontarci qualcosa di più su questa realtà è Jeanne Mahony, una dei fondatori.

 

.

 

.

 

 

Nel vostro sito scrivete che “i proprietari del birrificio Hope sono un gruppo di vecchi amici sin dai tempi della scuola, con la passione per la birra e il business”: in quanti siete, e chi si occupa materialmente di fare la birra?

A fondare il birrificio Hope siamo stati io, mio marito Wim de Jongh e uno dei miei più vecchi amici, Des McSwiggan. All’inizio eravamo solo noi tre, mentre costruivamo il birrificio e mettevamo a punto le ricette. Il nostro primo dipendente è stato Mark Nixon, il nostro mastro birraio, ben conosciuto e molto stimato in Irlanda. Nel tempo abbiamo poi assunto un altro birraio per fargli da assistente, Martyn Dunne, Johnny Gantley, e il nostro addetto alle vendite, Tom Kane. Quindi al momento siamo in sette: una squadra molto unita, e di fatto i nostri compiti spesso si sovrappongono.

 

.

.

 

Le vostre birre dimostrano una notevole dose di originalità, sia per quanto riguarda i nomi che per quanto riguarda le ricette: come tenete insieme la tradizione birraria irlandese e l’innovazione?

Quando abbiamo iniziato ci siamo posti diversi obiettivi: in primo luogo fare ottima birra, in secondo luogo offrire al consumatore irlandese qualcosa di diverso. Tutte le nostre etichette hanno dei suggerimenti per l’abbinamento con il cibo, e tutti i nomi delle nostre birre sono legati a storie locali. Quindi ci concentriamo sulla qualità, qualcosa di un po’ diverso, ma ancorato nell’area di Dublino da cui proveniamo.

 

Pur essendo un birrificio relativamente giovane, avete già vinto diversi premi: di quali andate più orgogliosi?

Abbiamo vinto premi sia per le birre che per la gestione aziendale. Siamo molto fieri della medaglia d’oro vinta recentemente per la nostra blonde ale Passifyoucan alla Alltech Cup; e siamo anche tra i finalisti degli Irish Food Awards – il cui giudizio è attualmente in corso – per la nostra Flat White Stout, una limited edition. Dal punto di vista aziendale invece, per noi è stata importantissimo vincere nella categoria per la miglior startup ai National Enterprise Awards nel 2017: Hope Beer è così stata riconosciuta non solo come produttore di una birra eccellente, ma anche come un business eccellente. Siamo molto fieri della reputazione che ci siamo guadagnati: non manchiamo mai una consegna, ci prendiamo cura dei nostri clienti, rispondiamo alle loro richieste e molto altro ancora.

 

.

.

 

Che cosa vi aspettate dal tour italiano?

Il nostro obiettivo principale è quello di sostenere il nostro distributore, Beergate. Vogliamo aiutarli a vendere la nostra birra, per cui faremo tutto il possibile in questo senso. Questo è il nostro primo viaggio di lavoro in Italia, sebbene abbiamo visitato diverse volte il vostro Paese: speriamo che i consumatori italiani abbiano l’occasione di incontrare le persone che stanno dietro al marchio, e che apprezzino così ancora meglio i nostri prodotti.

Beergate e Hope Beer vi aspettano dunque dal 18 al 20 ottobre; sul blog Mastri Birrai on the Road e sulla pagina Facebook saranno man mano pubblicati i dettagli delle serate e ulteriori informazioni.

 

Condividi, stampa o traduci: X

Chiara Andreola
Info autore

Chiara Andreola

Veneta di nascita e friulana d’adozione, dopo la scuola di giornalismo a Milano ho lavorato a Roma – dove nel 2009 ho conseguito il titolo di giornalista professionista – e a Bruxelles al DG Comunicazione della Commissione Europea. Lì sono iniziati i miei primi timidi approcci con la birra, tra cui la storica Bush de Noel che ha finito per mettere il sigillo definitivo alla storia d’amore tra me e il mio futuro marito – e già da lì si era capito che una storia d’amore era nata anche tra me e la birra. Approdata a Udine per seguire appunto il marito, qui ho iniziato ad approfondire la mia passione per la birra artigianale grazie al rapporto in prima persona con i birrai – sia della regione che più al largo – e i corsi di degustazione tenuti dal prof. Buiatti all’Università di Udine; così dal 2013 il mio blog è interamente dedicato a questo tema con recensioni delle birre e resoconti delle miei visite a birrifici, partecipazioni ad eventi e degustazioni. Le mie collaborazioni con pubblicazioni di settore come Il Mondo della Birra e Nonsolobirra.net, con eventi come la Fiera della Birra Artigianale di Santa Lucia di Piave e il Cucinare di Pordenone, e la conduzione di degustazioni mi hanno portata a girare l’Italia, la Repubblica Ceca, il Belgio e la Svezia. Ora sono approdata anche al Giornale della Birra, un altro passo in questo mio continuare a coltivare la mia passione per il settore e la volontà di darvi il mio contributo tramite la mia professione.