Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
26 dicembre 2013

Tradizione ed innovazione: due mondi in un birrificio trappista!

Tradizione ed innovazione: due mondi in un birrificio trappista!

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L’Abbazia di Nostra Signora di Scourmont si trova in Belgio nella provincia dell’Hainaut, in una zona boscosa vicino alla cittadina di Chimay.
La sua storia ha inizio quando l’abate dell’abbazia di Westvleteren, Dom Jourdain, nel 1850 decise di inviare nelle zone attorno a Chimay 17 dei suoi monaci per fondare un convento, in quanto il principe di Chimay aveva espresso il desiderio di avere un luogo di preghiera benedettina nelle sue terre. Il 25 Luglio di quello stesso anno fu posta la prima pietra di quella che sarebbe diventata nel corso del tempo l’attuale abbazia.
I lavori terminarono soltanto nel 1863, anche perché i monaci fin da subito si dedicarono alla coltivazione delle terre a loro assegnate nella zona di Mont du secours, costruendo una fattoria e un caseificio. Un decreto papale del 1871 sancì ufficialmente l’esistenza di un’abbazia benedettina della Stretta Osservanza in queste zone e nominò un primo abate.

 

La facciata dell’Abbazia di Nostra Signora di Scourmont.

Nel corso della storia i monaci di Chimay hanno fondato altri monasteri in giro per il mondo:  a Goma nella Repubblica Democratica del Congo (monastero che fu completamente distrutto durante la guerra nell’est del Congo), nel Kerala in India e in Inghilterra.
Del birrificio a Nostra Signora di Scourmont si hanno notizie dal 1861, quando il superiore della congregazione, Hyacinte Bouteca, autorizzò la costruzione delle strutture adatte ad iniziare le prime cotte. I lavori del birrificio vennero compleati l’anno successivo e nel 1863 furono acquistati tutti i macchinari necessari. Inizialmente le birre venivano imbottigliate nelle cucine delle strutture e stoccate nelle cantine dell’abbazia. Fu deciso di commercializzare subito le birre, visto anche il successo dei formaggi che venivano già prodotti.

 

Il complesso monastico.

Le birre ottennero subito un grandissimo apprezzamento, anche da parte di consumatori esterni, tanto che la produzione si ampliò. Nel periodo delle due guerre mondiali la produzione venne drasticamente ridotta fino alla completa interruzione. Soltanto nel 1948 la produzione venne ripresa, seguendo nuovi criteri produttivi. Grazie alle preziose consulenze del professor Jean de Clerck dell’Università di Lovanio in Belgio, i monaci riuscirono a  coniugare a perfezione la loro tradizione brassicola ai più innovativi processi produttivi. E’ in questi anni che l’abbazia ottiene i migliori risultati a livello di produzione sia qualitativamente, che quantitativamente.  Grazie allo studio certosino di padre Theodore, mastro birraio dal 1954 al 1988, fu possibile isolare e coltivare il famoso “lievito Chimay” che rende le birre dell’abbazia speciali e uniche.

 

Il cortile interno dell’abbazia.

A dimostrazione di quanto sia stata importante per la comunità monastica la figura di Jean de Clerck basta dire che lui e la moglie hanno avuto l’onore di essere sepolti nel cimitero dell’abbazia, fatto fin’adesso unico! In una intervista ad un giornale belga il figlio del professor de Clerck ha raccontato che suo padre gli raccontò che padre Theodore lo convocò nei suoi uffici tutto preoccupato ed esordì esclamando che era successa una catastrofe. Il professore pensò subito che qualche batterio avesse infettato la birra che era in produzione; invece il monaco lo rassicurò dicendogli che la birra era talmente buona che ne avrebbero venduta quantità incredibili, e che purtroppo i monaci  avrebbero avuto meno tempo da dedicare alla preghiera! Il pensiero di padre Theodore rappresenta alla perfezione la filosofia monastica che vede la produzione di birra solo come una parte marginale della vita dei monaci, che serve solo a ragrannellare qualche soldo per mantenere l’abbazia.

 

Un assortimento della birre Chimay.

L’abbazia non è visitabile, ma i monaci saranno lieti di accogliervi a pochi chilometri di distanza all’Auberge de Poteaupré, dove potrete dormire nelle sette stanze a disposizione tutte arredate con il marchio Chimay e dotate di frigobar riempito dalle specialità birrarie dell’abbazia. Oltre a dormire è possibile sorseggiare le birre e degustare tutti i loro prodotti caseari e i loro piatti a base di birra!

Andrea Gattini
Info autore

Andrea Gattini

Sono nato il 23 Novembre 1979 a Carrara (MS) e vivo da sempre ad Avenza una frazione di Carrara. Ho conseguito il diploma di maturità scientifica.

La mia passione per la birra è nata parecchi anni fa. Inizialmente con una collezione di sottobicchieri di ogni marca di birra (ad oggi ne ho più di trecento), ma per motivi di spazio sto rallentando la raccolta. Grazie al gemellaggio pluritrentennale della mia città natale con Ingolstadt in Baviera, visto che ogni fine estate viene organizzata una festa della birra in stile Oktoberfest, questa mia passione non poteva che aumentare. Negli ultimi tempi sto inziando a collezionare bottiglie vuote di birra artigianale e bicchieri da birra. Ho pinte nonic, masskrug sia in vetro che in ceramica, weizenglass, teku, coppe trappiste, tulipani e calici a chiudere.

Con il tempo ho imparato a conoscere ed apprezzare meglio questa antichissima bevanda grazie ad un corso di degustazione a cui ho partecipato. Quando mi è possibile insieme alla mia compagna di vita Francesca partecipo ad eventi Slow Food e mi diletto, ove possibile, a visitare birrifici artigianali sparsi un po’ in tutta Italia. Cerco sempre di inserire nei miei viaggi qualche meta a sfondo birrario.

Non sono un esperto che può esibire certificati, sono semplicemente uno dei tanti consumatori pieno di passione per la birra che non smette mai di imparare e scoprire nuove notizie in ambito birrario e quando può cerca di divulgare il buon bere. Amo molto la cucina e mi piace sperimentare nuovi abbinamenti gastronomici con la birra.

Non sono un homebrewer, la birra preferisco berla!

Mi piace molto leggere libri gialli o thriller, tra i miei autori preferiti ci sono Camilleri, Follet e Malvaldi. Altra vera passione è il calcio, sono tifosissimo della squadra più bella che ci sia al mondo: ovvero la Fiorentina (vi avviso, in questo campo non riesco ad essere molto sportivo). Tra gli sport mi piacciono anche il ciclismo e il basket.

Spero che possiate appassionarvi ai contributi che ho pubblicato e produrrò su giornaledellabirra.it!

Aspetto i vostri suggerimenti e anche le vostre critiche e se avete dei dubbi o curiosità su qualcosa che ho scritto non esitate a contattarti tramite mail!

Prosit!