Numero 02/2021

15 Gennaio 2021

Elbe-Saale Hopfen: il luppolo IGP Made in Germany

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Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 111 del 15.04.2014 è stata registrata la denominazione Elbe-Saale Hopfen IGP che è la numero 69 delle IGP tedesche e la numero 101 nel totale delle denominazioni.
Essendo una pianta perenne dioica le infiorescenze femminili e maschili non crescono sulla stessa pianta: per la coltivazione del luppolo hanno valore solo le piante femminili, perché è solo su di esse che si formano i coni del luppolo, costituiti da brattee, ghiandole contenenti luppolina, elemento fondamentale per la produzione della birra.

 

La denominazione Elbe-Saale Hopfen IGP riguarda per l’appunto solo i coni del luppolo femminili. Il luppolo della regione Elbe-Saale viene utilizzato per circa il 99% per la produzione di birra, principalmente per regolarne il sapore amaro e negli anni è diventato sinonimo di alta qualità. La zona di produzione del prodotto Elbe-Saael Hopfen IGP comprende solamente alcuni comuni o frazioni di alcuni comuni nelle regioni o Länder della Sassonia, della Sassonia-Anhalt e della Turingia; nella zona geografica indicata le terre nere (cernozem) e i terreni di loess, offrono condizioni climatiche particolarmente favorevoli per la coltivazione del luppolo. Vi sono diverse testimonianze che attestano l’esistenza di coltivazioni di luppolo già nel XIX secolo lungo una superficie superiore ai 1000 ettari.

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it