Numero 12/2022

27 Marzo 2022

Finger food di alici in tempura, al profumo di limone

Finger food di alici in tempura, al profumo di limone

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Un piatto della tradizione mediterranea, semplice da preparare e ricchissimo di gusto. La birra è elemento principe per migliorare la tenuta della frittura ed arricchire l’aromaticità del pesce. Da provare!

Ingredienti per persone:

1 kg di alici freschissime
pepe bianco
2 limoni
prezzemolo fresco
1 litro di olio di semi di arachidi
200 gr. di farina di riso
50 gr. di semola rimacinata
ghiaccio
66 cl birra pils freddissima

Preparazione:
  • Con una forbicina da pesce, delicatamente, staccare le teste alle alici e inciderle lungo la pancia fino alla coda.
  • Estrarre le interiora e aprendo delicatamente i pesci tirare via la lischetta fino alla coda.
  • A questo punti la lisca va spezzata proprio per lasciare la coda sia per un fattore scenico che per permettere al commensale di prendere il pesce proprio per la codina e realizzare un finger food.
  • Sciacquare le alici immergendole in una boule di acqua fredda, sempre molto delicatamente, e metterla ad asciugare.
  • Ricavare il succo da uno dei due limoni, tagliare l’altro a spicchietti, conservare quest’ultimo in frigo.
  • Tritare finissimo il prezzemolo fresco.
  • Tenere le alici in frigo, irrorandole con circa 30cl di birra.
  • Preparare la tempura servendosi prima di tutto di una ciotola freddissima di inox in cui avremo tenuto immerso del ghiaccio.
  • Unire le due farine e poi la birra sempre freddissima a filo, lavorando non eccessivamente il composto, fino a formare una pastella abbastanza densa.
  • Tenerla in frigo.
  • Scaldare l’olio che sarà pronto quando le gocce di tempura saliranno subito a galla.
  • Aggiungere un pò di gocce di succo di limone nella tempura.
  • Tuffare le alici una per volta nella pastella tenendole per la coda, poi immergerle nell’olio, pochissimi istanti, finchè non si sarà formata una panure dorata e croccante.
  • Disporre le alici su carta assorbente per fritture (anche se la tempura ha il privilegio di non assorbire molto olio).
  • Servire le alici caldissime, con gli spicchi di limone e il prezzemolo, magari nel classico “cuoppo”, ovvero il cono realizzato con la carta della frittura, così come si fa
  • nelle tradizionali friggitorie napoletane.
Birra in abbinamento: IPA o APA

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Marco Marcigot
Info autore

Marco Marcigot

Leva 1993, crescendo ad Udine ho respirato Mitteleuropa: Austria a nord e Slovenia ad est.
In una terra di vino che scuola potevo fare? La scelta era facile: scuola enologica di Cividale del Friuli. Il sessennio fu molto interessante, con tirocini, studi, visite e parecchi approfondimenti sul campo.
A un certo punto scopro per caso le birre artigianali, in un pub cittadino: da lì con qualche amico facevamo delle vere e proprie degustazioni, cercando di assaggiare ogni volta stili differenti.
Qualche mese dopo mi regalarono un kit per la produzione casalinga e da lì inizio una vera e propria ricerca e approfondimenti dell’ambito. Ciò che mi attirava di più della birra erano le migliaia sfumature di colori, aromi, stili e storie che si celano dietro questo mondo.
Anni universitari: la scelta ricadde su Scienze e tecnologie alimentari a Udine dove all’interno della facoltà c’è il corso di Tecnologie della Birra. L’ultimo anno il tirocinio l’ho fatto in un birrificio agricolo, il primo in regione, che coltiva sia orzo che luppolo; la tesi è sulla produzione e promozione della birra artigianale friulana.
Nel 2017 un’esperienza molto interessante e formativa di 7 mesi nel Birrificio Antoniano a Padova.
In tutti questi anni, dal 2012, mi diletto come homebrewer partendo dal kit, passando all’E+G e arrivando all grain: da qualche mese gestisco anche una pagina Facebook per far conoscere ai miei amici cos’è per me la produzione brassicola casalinga e raccontando loro le mie avventure. Infine sono socio dell’associazione homebrewers Friuli Venezia Giulia.
Sono innamorato delle basse fermentazioni tedesche e delle alte fermentazioni inglesi.
Bitter e Marzen, una coppia strana, ma che mi fa impazzire.